Nozze (Le gialle di Valerio 218)

Maurizio de Giovanni
Nozze
Einaudi Torino, 2019
Noir

Napoli. Febbraio. Il cadavere è quello di una promessa sposa, trovata morta nuda sopra levigate rocce di tufo di una piccola grotta sul mare mentre il suo abito bianco pronto per il matrimonio, ampio e setoso, con merletti e veli, ondeggiava ancora lì davanti in acqua. Si chiamava Francesca Valletta, 28 anni, doveva sposarsi il giorno dopo, era previsto un grande ricevimento a Villa Smeraldo, in collina. Lavorava in una ditta di import-export, col marito avevano deciso che si sarebbero poi stabiliti a Milano da lui. La scena del crimine è in centro, arrivano i due più bei poliziotti del commissariato di Pizzofalcone, il Cinese Giuseppe Lojacono, ispettore imponente atletico asciutto calmo, zigomi alti e occhi a mandorla d’aspetto orientale, e la Rossa Elsa Martini, vicecommissaria da poco in forze tra i Bastardi, capelli rosso scuro e occhi verdi, asciutta flessuosa sostanziosa rabbiosa, appariscente senza trucco e senza vezzo. Chiamano subito la pm Laura Piras, che sempre li aveva aiutati in passato e che ha un’intensa riservata relazione d’amore con Lojacono. Il fatto è che, dopo due anni di fidanzamento, il promesso sposo era Giovanni Sorbo, terzogenito di Emiliano, 67enne presunto patriarca dell’omonimo clan, feroce e potente pregiudicato, con vari processi a carico in corso per molteplici delitti per i quali non è stata ancora dimostrata la diretta responsabilità e, dunque, a piede libero e sotto continua tenace osservazione dell’Antimafia, lì capitanata dal famoso telegenico Diego Buffardi, sostituto procuratore addetto alla specifica direzione distrettuale. Il vicequestore Luigi Gigi Palma mette al lavoro tutti i Bastardi, vengono interrogati colleghi e familiari, ognuno a suo modo scopre qualcosa, hanno poco tempo per trovare chi è stato prima che il caso passi di mano. Le donne hanno una marcia in più, come spesso.

Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958) è giunto al nono romanzo della sua ottima e contemporanea serie; a inizio 2017 e fine 2018 i personaggi li abbiamo visti su RaiUno, ormai hanno anche quei volti e posture dinamiche. Nel 2020 saranno ancora in prima serata televisiva, le riprese sono iniziate nel novembre 2019. La seconda stagione si era conclusa con l’esplosione di un’auto davanti al ristorante dove la squadra al completo stava festeggiando la conclusione di un’indagine complicata, avendo finalmente chiarito una vicenda oscura di traffici criminali che aveva fatto sospettare proprio dell’ispettore Lojacono. Che non sono stati sterminati lo conferma il nuovo bel romanzo, imperniato su una complicità non scontata fra le investigatrici che colgono l’occasione per riflettere con gli altri sulla loro personale vita di coppia (da cui il titolo). Elsa sola con una splendida intelligente matura ignara figlia 11enne, la gravidanza frutto del sesso di una sera con un padre che non sa nulla e che lavora nella stessa Napoli, lo incontriamo anche noi. Laura innamorata ma, delusa dall’antico triste passato, refrattaria a dare pubblicità e struttura alla coppia pur essendo entrata in sintonia con la figlia di lui, la quasi maggiorenne Marinella. Alessandra Alex Di Nardo contenta di aver avuto la forza di vivere per conto proprio e ancora incapace di spiegare ai genitori (soprattutto al padre generale) che ama appassionatamente persone del suo stesso sesso, ormai da anni la brava bizzosa Rosaria Martone, dirigente della polizia scientifica molto utile all’indagine. Ottavia Calabrese, vicesovrintendente grande esperta informatica, prigioniera di una vita casalinga assorbita dal figlio malato in compagnia di un eccelso marito che però non ama, mentre rimpiange di non potersene costruire una nuova con Palma essendosi entrambi sinceramente dichiarati amore. Un poco i maschi le aiutano, anche Francesco Hulk Romano e Marco Serpico Aragona (pensierosi sui propri affetti) e soprattutto il quasi pensionato convalescente sostituto commissario, il Presidente Giorgio Pisanelli: era compagno di scuola e calcetto di Emiliano Sorbo, le sue nozze (con la moglie ormai morta) sono senza fine. Jazz in sottofondo.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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