Crisi (Le varie di Valerio 117)

Jared Diamond
Crisi. Come rinascono le nazioni
Einaudi Torino, 2019 (orig. 2019, Upheaval. Turning Points for Nations in Crisis)
Traduzione di Carla Palmieri e Anna Rusconi
Storia

Oggi. Uomini e donne, Stati. La parola “crisi” etimologicamente deriva da due termini greci, un sostantivo e un verbo, che afferiscono all’area semantica di “separare”, “decidere”, “distinguere”. Si tratta in sostanza di un punto di svolta più o meno esplosivo, quel momento o quel periodo storico preceduto da un movimento evolutivo iniziato anche molto prima, superato il quale le condizioni precedenti sono molto o abbastanza diverse dalle successive, verificabile poco frequente o episodicamente presente nella vita di un individuo umano o di collettivi istituzionalizzati di individui. Tutti, a ogni livello, si trovano prima o poi ad affrontare crisi e spinte al cambiamento, comprese aziende, nazioni e mondo intero, derivanti da pressioni interne ed esterne. Vi sono, ovviamente, analogie e differenze tra crisi personali e crisi nazionali. Il parallelismo più importante attiene al cambiamento “selettivo” che le crisi comportano: capire cosa va o non va modificato, valutare onestamente propri valori e capacità, tracciare un confine intorno agli elementi fondanti e irrinunciabili dell’identità, individuare novità e soluzioni compatibili. Per i sapiens e le nostre le istituzioni collettive (oggi per gli Stati) il concetto di crisi può avere definizioni diverse a seconda della frequenza, durata e importanza delle conseguenze. Ma le nazioni non sono individui in corpo maggiore: le differenze sono ovvie, molte e indiscutibili (presenza di leadership, corpi intermedi, sopraffazione esterna). Pur tuttavia, le crisi personali sono più familiari e comprensibili a chi non si occupa di storia e forse consentono di individuare alcuni fattori predittivi rispetto agli esiti, da adattare rispetto alle crisi nazionali o da considerare utili metafore, come una certa duttile capacità di adattarsi senza panico.

Il grande geografo ornitologo biologo americano Jared Diamond (Boston, 1937), autore di fondamentali saggi per la comprensione dell’evoluzione di Homo sapiens sul pianeta, riprendendo spunti già accennati in passato, da un decennio riflette più specificamente sull’epoca contemporanea ed esamina gli sconvolgimenti (Upheaval), ovvero i passaggi di fase (Turning Points) nella caduta o nella rinascita di alcuni Stati. Il prologo riferisce due esperienze autobiografiche: i sopravvissuti alle 492 persone che perirono nell’incendio del nightclub cittadino Cocoanut Grove, quando lui aveva cinque anni e il padre era medico ospedaliero; l’identità della Gran Bretagna successiva al fortissimo declino tra il 1956 e il 1961, quando lui vi soggiornava per studi e ricerche. Utilizza la metafora del mosaico per farsi capire: “dopo” inevitabilmente coesistono elementi (disparati) di ciò che fu e di ciò che si è diventati. Tutta la prima brevissima parte riguarda le crisi personali e fa largo uso delle scienze psicologiche, selezionando una dozzina di fattori predittivi che ostacolano o facilitano il superamento delle crisi e concludendo sui possibili parallelismi con le crisi nazionali, alle quali è dedicata oltre il novanta per cento della successiva splendida narrazione storica comparata. Poche quantità (equazioni, tabelle, grafici, statistiche), molta qualità storiografica (con due interessanti inserti fotografici). La seconda parte esamina specifiche crisi, passate ma relativamente recenti, di sei Stati intorno ad anni cruciali (Finlandia 1939, Giappone 1853, Cile 1973, Indonesia 1965, Germania 1945, Australia 1964). La terza parte è dedicata alle crisi in corso, alle incerte prossime sfide del Giappone e, soprattutto, degli Stati Uniti, per concludere con quattro grandi problemi globali (fra gli altri): arsenali nucleari, cambiamenti climatici, esaurimento delle risorse, disuguaglianze negli standard di vita. I sette paesi (fra le 210 “nazioni” del pianeta) sono un campione non scelto a caso: Diamond vi ha abitato per lunghi periodi e ne parla la lingua, avendo raccolto documentazione scientifica ed esperienze dirette. I riferimenti alle malattie epidemiche non sono certo rari e molti i possibili spunti per la crisi della pandemia Covid-19 (di cui l’autore ha comunque poi parlato con precisione).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.