La Debicke e… Piccola città

Silena Santoni
Piccola città
Giunti, 2020

Piccola città è un romanzo doloroso, concepito per narrare le sofferenze di chi ha perso l’amore della vita ed è convinto di averne colpa. “Se solo avessi agito diversamente, se in quel momento avessi detto qualcosa invece di stare fermo e zitto” è il continuo rimprovero che Folco, il protagonista della storia, si fa perché non può accettare la scomparsa di Ilaria, amica amante e compagna. Sa di avere contribuito, nel suo volerla allontanare sia pur involontariamente, a quella scomparsa. Ma è possibile scendere a patti con la vita quando il tuo mondo crolla davanti a te, in modo tanto drammatico, una seconda volta?
Folco Fantechi, uomo difficile e introverso, è un ex attore di gran successo, un tempo idolatrato dalle donne, che si è ritirato dalle scene. Ha scelto di dedicarsi all’insegnamento dopo essere stato investito di notte da un’auto, poi scomparsa nel nulla, che l’ha condannato a restare zoppo. Non ha mai accettato la sua condizione che, invece di spronarlo a combattere, come è accaduto ad altri, l’ha reso indifferente, distaccandolo dalla realtà quotidiana. Lasciato il palcoscenico, dove aveva brillato e dove avrebbe senz’altro potuto continuare a brillare, favorito da un’agiata situazione familiare, si è ritagliato una fragile nicchia tra le quinte di piccoli teatri minori, dedicandosi ad allievi più o meno dotati, sempre alla larga da ogni coinvolgimento affettivo. Tra i suoi studenti, nella piccola scuola di Firenze, ci sono giovani volenterosi, ma finora neppure un potenziale buon attore, nemmeno per il soggetto destinato al loro debutto, che lui stesso ha scritto, “Piccola città”. Sino a quando nella sua vita entrerà Ilaria: una giovane donna bella, brava. Ilaria, che ha anni di esperienza alla spalle sui palcoscenici romani senza aver mai raggiunto, tuttavia, una qualche sicurezza economica. Ilaria che vorrebbe salire ancora sul palcoscenico ma, per sopravvivere, è tornata a Firenze e ha accettato un lavoro come cassiera di un supermercato. Ilaria, conosciuta per caso in un caffè alla moda, lo affascina con la sua spontaneità e a teatro, durante le prove, con la sua bravura si conquista meritatamente il ruolo di Elettra, la protagonista. Si impone agli altri attori con gentilezza, senza prevaricare e pian piano, quasi in punta di piedi, stravolge completamente la vita di Folco, diventandone la compagna. Per Folco sembra finalmente arrivato il “risarcimento” al suo destino di storpio: immagina nuovi grandi orizzonti anche professionali. Ilaria sa recitare, potrebbe essere la sua Medea, la sua Cordelia, la sua Antigone, con lui al fianco come pigmalione e impresario. Lui e la donna, che ha scoperto di amare, potrebbero arrivare a calcare i palcoscenici più importanti d’Italia. Ma sarà un’illusione. Le differenze tra loro, non solo anagrafiche (lui cinquantacinque passati, lei trentotto) ma anche di intenti, cominciano a pesare. Ilaria sogna dei figli, o almeno poter avere una vita domestica familiare, che Folco rifiuta. La loro felicità avrà vita breve. Ben presto sarà chiaro che nella loro vita in comune, in quella piccola e quasi impossibile “piccola città”, qualcosa si è irrimediabilmente infranto. E la terribile sciagura, l’infame atto terroristico, il mostruoso attentato nel cuore di Firenze che distruggerà l’esistenza di Ilaria, farà sì che quel maledetto qualcosa resti infranto per sempre.
Folco non potrà evitare di fare i conti con la realtà e, convinto di avere delle colpe, con l’implacabile morsa dei rimorsi che non perdona, anzi lo annichilisce. Deve difendersi dall’avverso destino che lo perseguita o deve riuscire a fare i conti con se stesso, accettare e accettarsi? Impotente, disperato, sfoga il suo dolore, richiudendosi in un guscio fatto di rabbia dal quale sa di dover uscire, ma non è certo di volerlo fare. Come potrà superare l’angoscia dei ricordi e andare avanti? Forse solo distillando tutti i ricordi, attraverso l’incanto del teatro, potrà comprendere che anche la mediocrità può diventare una libera scelta.

Silena Santoni è nata e vive a Firenze. Per molti anni ha insegnato Lettere nelle scuole medie e superiori. Ha frequentato una scuola triennale di recitazione e un corso annuale di sceneggiatura teatrale e scrive brani e adattamenti teatrali per la compagnia Katapult nella quale recita. “Una ragazza affidabile” (Giunti 2018), il suo romanzo d’esordio, è stato un successo di critica e pubblico.

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