La Debicke e… La fuggitiva

Carlo Lefebvre
La fuggitiva
Giunti, 2020

Amsterdam, luglio 2012. Negli uffici di Seleksoft, azienda olandese di rilevanza mondiale specializzata nella creazione di programmi per la scrittura in codice, viene ucciso Mick Hendriks, uno dei loro più brillanti analisti specializzato in crittologia. E poiché Hendriks era al lavoro su un programma segretissimo, la sua inspiegabile morte mette in moto cervelli e risorse dell’intelligence e della polizia. Un indizio, un biglietto con il nome e l’indirizzo di una donna a Parigi, spingerà nove mesi dopo Derreck – l’ispettore olandese incaricato dell’indagine che tre anni prima aveva già ottenuto l’aiuto dei colleghi francesi per risolvere un caso – a chiedere di nuovo l’appoggio di François Gerard, commissario della DCRI, l’intelligence francese. Gerard incarica Moreau, il suo braccio destro, di rintracciare la donna del biglietto, una certa Aidha Youssef…
Tre giorni prima, durante una breve vacanza in lieta compagnia a Epernay, Marna, zona di Champagne, François Gerard ritrova un vecchio e caro amico, l’ispettore Legrand, trasferito là da anni perché ai rischi della polizia parigina ha preferito il quieto tran tran investigativo di una zona del nord ovest. Pochi casi da seguire, praticamente zero cronaca nera, unico fatto strano la recente morte a Châtillon-sur-Marne di Philèmon Fauvre, timido e innocuo contabile con il pallino dell’informatica di un collegio, le Prieurè de Benson, precipitato alle prime luci dell’alba dal campanile in restauro. Il fatto potrebbe essere attribuibile a incidente o suicidio. Il morto aveva solo degli zii, al funerale era presente la sorella, una bellissima ragazza, ma nessuna delle due ipotesi convince l’ispettore Legrand che invece sospetta un omicidio e, per approfondire, vuole andare di persona a Marsiglia, città natale dell’impiegato. E in effetti gatta ci cova perché, proprio la mattina dell’incontro di Gerard con il collega olandese, Legrand gli ha telefonato per informarlo di aver trovato conferme all’ipotesi che il contabile sia stato ucciso.
Ma qualcuno fermerà Legrand con tre colpi di pistola, abbandonandolo in un lago di sangue dietro le scale del Lunick, un alberghetto di quarta categoria a Noailles, Marsiglia. Gerard, pur non trascurando l’indagine con la polizia olandese sul caso Hendriks, la affida per un paio di giorni al suo vice Moreau e parte per Marsiglia alla ricerca dell’assassino del suo vecchio amico. La morte di Legrand è sicuramente collegabile a quella del contabile, gran brava persona ma che nascondeva un imprevedibile mistero, mentre quella di Hendriks rimanda solo a Parigi ma… Ma Aidha, la giovane tunisina collegata con l’informatico, lavorava per un marsigliese. E qualcosa farebbe pensare che possano esserci legami con la morte di Legrand…
La bellissima tunisina Sahar, fuggita dal regime di Ben Alì anche per seguire Farid, il giovane che credeva di amare e con il quale in passato aveva condiviso ideali di lotta, lavora oggi in una deliziosa libreria sul Quai di Marsiglia. A Marsiglia si è creata un piacevole giro di amicizie e passa le serate nei localini alla moda del Panier e di Cours Julien. Vede ancora Farid ogni tanto, ma i loro rapporti sono molto cambiati, soprattutto non lo segue più nelle sue iniziative, perché non approva le sue scelte che teme orientate alla rivolta armata. Fino a quando, una sera, Farid distruggerà la sua vita. Dopo averla attirata con l’inganno in casa sua, dove c’è un uomo, uno spacciatore, con il cranio sfondato, la incastra denunciandola alla polizia. Da quel momento Sahar non avrà altra scelta che fuggire e nascondersi. Tutti gli indizi sono contro di lei, le sue impronte, il suo sangue… Accusata dell’omicidio dello spacciatore, non le resta che una via d’uscita: denunciare Farid e scoprire chi sta dietro di lui e la vuole incastrare.
Per ragioni diverse la squadra del commissario Gerard e la bellissima Sahar perseguono lo stesso obiettivo, che passa per forza attraverso Janssen, il presidente della Seleksoft. Le loro strade corrono parallele e talvolta si sfiorano, ma sembra che non possano mai incontrarsi. Una scacchiera infuocata sulla quale i contendenti avanzano mettendo in campo tutte le loro pedine. Un complicato puzzle, con tracce ambigue: si naviga nei meandri del dark web e sono tanti e contraddittori i falsi indizi che rischiano di portare fuori strada. Salterà fuori che Hendriks aveva lavorato a un complicato progetto di steganografia (ovvero l’innesto, nei pixel di una foto, di informazioni sensibili) commissionato anni prima da un cliente sospetto e perciò mai consegnato. Possibile che questo progetto sia stato sottratto per programmare un attentato fatale? Nella sua disordinata e fantasmagorica fuga tra Francia e Olanda, inconsciamente restia a fidarsi delle forze dell’ordine, Sahar rischia più volte la pelle. Ma insiste caparbia e, barcamenandosi abilmente tra trappole, agguati, travestimenti e incontri erotici, semina una scia di coriandoli di informazioni. Il commissario Gerard è un investigatore logico, abile anzi geniale, tenace nel seguire le sue intuizioni. Ma è anche un uomo stanco dentro, sente gli anni, senza vere certezze personali. Da quando Michelle, la donna che ha amato, l’ha lasciato, ha sporadiche e occasionali frequentazioni femminili, vive con i suoi bastardini Dupin e Maigret, adottati per strada, e si rilassa bevendo dell’ottimo Talisker. Inseguirà Sahar, donna bellissima incontrata per caso a Marsiglia nella libreria dove lei lavorava, che gli farà scoprire il primo importante tassello del caso: il nome di un pericoloso personaggio che si muove dietro le quinte, Garcia, inafferrabile peggio del mago Houdini.
Una scrupolosa ricostruzione ambientale, precisa fino ai minimi dettagli, ci consente di vivere il filo della trama quasi in presa diretta. Un thriller internazionale in cui si naviga con estrema disinvoltura nei tanti misteri del web, con audaci puntate nel dark web, ricettacolo e teatro dei peggiori complotti e turpitudini. Frenetiche azioni cariche di interrogativi e di suspense condotte sul filo del rasoio con l’orologio che scandisce minacciosamente il tempo del diabolico appuntamento con la morte.

Carlo Lefebvre, professore ordinario fuori ruolo di Geografia Economico-Politica presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Project leader di programmi e progetti d’investimento, membro di Commissioni per la Presidenza del Consiglio, è autore di numerosi saggi e monografie. La fuggitiva è il suo primo romanzo.

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