L’ordine nascosto (Le varie di Valerio 139)

Merlin Sheldrake
L’ordine nascosto. La vita segreta dei funghi
Marsilio Venezia, 2020 (orig. Entangled Life. How Fungi Make Our World, Change Our Minds and Shape Our Futures)
Traduzione di Anita Taroni e Stefano Travagli
Scienza

Pianeta Terra. Da molto prima di noi. I funghi sono ovunque ma è facile non notarli. Spesso sono microscopici, oppure il loro reticolo (la rete fungine) si trova sotto terra. I funghi sono uno dei regni della vita, una categoria vasta e affollata quanto quella degli altri regni, degli animali e delle piante. Si stima che al mondo esistano tra i 2,2 milioni e i 3,5 milioni di specie di funghi. Negli ultimi decenni è un poco cresciuta la consapevolezza diffusa dei ruoli quantitativo e qualitativo del regno vegetale per la sopravvivenza e la riproduzione in ogni ecosistema, anche umane. Non sempre viene sottolineato abbastanza che oggi il novanta per cento delle piante dipende da specie di funghi micorrizici in grado di connettere gli alberi in reti comuni. Non è mai stata trovata nessuna pianta cresciuta in condizioni naturali priva di funghi, che ne sono una parte costitutiva quanto le foglie e le radici, cruciali per capire il funzionamento degli ecosistemi. E ulteriori specie di funghi fanno molte altre cose essenziali, alcune da milioni di anni. Mangiano le rocce, generano il terreno, creano ecosistemi nuovi, digeriscono le sostanze inquinanti, sopravvivono nello spazio, inducono allucinazioni, producono cibo e medicine, influenzano la composizione dell’atmosfera terrestre, manipolano il comportamento animale. E, soprattutto, ingannano i nostri preconcetti se pensiamo come esempi a campi fondamentali di ricerca della biologia contemporanea: anche gli organismi privi di cervello sviluppano comportamenti sofisticati di problem solving, imponendo un arricchimento delle tradizionali definizioni scientifiche di intelligenza; la simbiosi è una caratteristica costante della vita, di ogni relazione tra forme di vita, imponendo di correggere i concetti dati per scontati di individuo e indipendenza, identità e autonomia.

Il giovanissimo biologo, pianista, micologo e fermentatore inglese Merlin Sheldrake (1991), ricercatore presso lo Smithsonian Tropical Research Institute, dopo tanti articoli scientifici, ha dato alle stampe un volume corposo, interessante e letterariamente godibile, dedicato ai funghi “da cui ho imparato, con gratitudine”. In fondo troviamo un ricco apparato di note, una consistente bibliografia e un utile indice analitico di personalità citate e di argomenti intrecciati. Fra prologo, introduzione ed epilogo (compost) la monografia scorre lungo otto capitoli: attrazione; labirinti viventi; intimità tra sconosciuti; menti miceliari; prima delle radici; world wide web: la rete degli alberi; micologia radicale; dare un senso ai funghi. Non quindi un’enciclopedia di voci o una trattazione sistematica, piuttosto l’esame sorprendente e divertente delle sfaccettature del regno di molte reti di cellule (ramificate e connesse) che s’alimentano introducendo il loro corpo nel cibo. Ognuno cerchi la sua disorientante lente d’ingrandimento, si passa di continuo dalla biologia all’ecologia, ovvero allo studio delle vitali relazioni tra gli esseri viventi. Sono vari i riferimenti al fenomeno migratorio composito di specie, anche radicate, con un parallelismo tra i semi delle piante e le spore dei corpi fruttiferi fungini (migliaia di lanci ogni giorno, inevitabilmente il 99,9% non in un posto dove possano germogliare). A qualcuno possono particolarmente incuriosire i funghi lieviti che sono gli involucri più semplici di vita eucariote e condividono la storia più intima con gli esseri umani. I lieviti ci addomesticarono e indussero alla vita stanziale durante la lunga transizione neolitica: appena entrano in contatto con una soluzione zuccherina tiepida la fanno “fermentare” e dallo zucchero arriva l’ebbrezza dell’alcol (s’iniziò dal miele delle api e dal mosto dell’orzo per i primi prodotti alcolici), oppure “danno vita” ai pani sempre attraverso la fermentazione. Il loro potere trasformativo è stato a lungo personificato come energia divina, furono il motore della sedentarizzazione. Oggi sono diventati strumenti biotecnologici, messi a punto per produrre farmaci come l’insulina oppure i vaccini.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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