L’angelo di Monaco – Fabiano Massimi

Fabiano Massimi
L’angelo di Monaco
Longanesi, 2020
Recensione di Roberto Mistretta

Avrà un seguito L’angelo di Monaco, pubblicato giusto prima che la pandemia sconvolgesse i piani editoriali di mezzo mondo. Ma il thriller storico firmato da Fabiano Massimi era comunque diventato un caso letterario ancora prima di arrivare in libreria. Il romanzo infatti era stato il più battuto alla Fiera di Francoforte. Uscito all’inizio del 2020, è stato tradotto in diversi Paesi e in Italia s’è aggiudicato premi prestigiosi, come il Premio Giallo a Palazzo di Cremona, mentre ha centrato la doppietta al Premio Asti D’Appello, dove s’è aggiudicato il riconoscimento della giuria popolare e lo stesso Premio Asti d’Appello edizione 2020.
L’onda lunga del successo ha spinto il suo autore a buttare giù una nuova opera che leggeremo nei prossimi mesi.
L’indubbio merito di Fabiano Massimi, 42enne bibliotecario di professione alla “Delfini” di Modena, che coniuga il piacere della parola scritta con la suspense del thriller, è l’avere riportato alla luce una pagina di storia dimenticata che attiene la morte della giovanissima Angela Raubal, detta Geli, avvenuta a Monaco nella notte del 19 settembre 1931. Sullo sfondo brillano i fuochi fatui della Repubblica del Weimar moribonda mentre i prodromi della tragedia nazista divampano e si annunciano nella propria nefasta potenza in divenire.
La ventiduenne Geli non è un ragazza qualunque, ma la nipote prediletta di Adolf Hitler e con lui vive, insieme alla servitù, nel signorile appartamento di Prinzregentenplatz, nella capitale della Baviera.
L’autore s’è tuffato a capofitto in questa storia, con la severità d’indagine (sopralluoghi tecnici, misurazioni, riscontri visivi), la curiosità dello storico che gli ha permesso di venire in possesso e consultare documenti autentici (molteplici i testi elencati nella bibliografia), e la verve creatività del giallista di razza. Non a caso nel 2017 col suo Il club Montecristo aveva vinto il prestigioso Premio Tedeschi Giallo Mondadori (il volume tornerà di nuovo fruibile nella nuova collana Giallo Mondadori da libreria).
Ne è venuto fuori un thriller serrato che sembra pura invenzione, ma quando il lettore ha l’impressione che il romanziere abbia avuto il sopravvento sullo storico, è proprio l’autore che ci riporta alla inoppugnabile realtà storica: “So bene che molti fatti e dettagli presentati nel romanzo possono suonare incredibili. La cronologia dell’indagine, per esempio: aperta sabato mattina, chiusa il sabato pomeriggio, riaperta il lunedì mattina, richiusa il lunedì pomeriggio, Eppure è così che andò secondo i documenti ufficiali. Il ministro di Giustizia mise davvero il suo zampino nella vicenda. Il referto dell’autopsia, se un’autopsia fu eseguita, non venne mai archiviato.”
Ad essere chiamato con urgenza a Prinzregentenplatz quel sabato mattina del 19 settembre 1931, è il commissario Sigfried Sauer: Geli è stata ritrovata senza vita nella sua stanza chiusa a chiave. Accanto al suo corpo giace una pistola che fa pensare a un suicidio. Ma allora perché tutti vogliono che il caso venga chiuso alla svelta? Perché aleggia l’inquietante presenza delle SS nella reticenza di tanti testimoni?
La pistola è quella di Hitler, ma zio Alf si trovava fuori casa al momento in cui viene fatto risalire il suicidio di Geli. La nipote è figlia della sorellastra che vive a Vienna. Hitler ne era il tutore e lei lo accompagnava in ogni sua uscita. Ma al di là delle apparenze e delle chiacchiere, che rapporto c’era davvero tra la ventiduenne e il futuro fuhrer? Quali segreti condividevano? Quali orrori?
Dice l’autore: “Qualcuno ha detto che scrivere un romanzo è raccontare una bugia per fare emergere la verità. Chissà se le conclusioni di Sauer si avvicinano alla realtà dei fatti. Hitler, Himmler, Heydrich, Hess… In questa selva di H si nasconde a mio avviso il vero colpevole della morte di Geli. Per la sua morte non c’è stata giustizia. Forse un romanzo renderà giustizia alla sua vita”.
Un autore da conoscere, un romanzo da non perdere, una pagina di storia da conoscere.

**

Inizia con questo post la gradita collaborazione di Roberto Mistretta, di cui trovate la corposa bio alla pagina “Chi siamo“.
Benvenuto, Roberto!

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