Il forse – Valerio Calzolaio

Valerio Calzolaio
Il forse. Cronache dalla pandemia in corso, tra scienza ed etica della responsabilità.
Prefazione di Pietro Greco
Ventura edizioni, 2020
Recensione di Patrizia Debicke

Non sono mai stata, per mentalità e scelta, una persona dalle certezze granitiche.
Nel tempo, magari in speciali occasioni delle vita più o meno tristi, tanti dubbi mi hanno spinta a fermarmi e riflettere. Ma in questo lungo, anzi troppo lungo, periodo, chi come me ha vissuto tante primavere prova l’insopprimibile sensazione di trovarsi all’improvviso privata di qualcosa: tempo, rapporti, contatti e peggio amicizie.
La parola dominante, nel nostro quotidiano, nel nostro domani e in quello che pensiamo il nostro futuro, sta diventando FORSE. Forse questo dannato Covid-19 condizionerà per anni la vita sulla Terra. La previsione pare abbastanza realistica. Con l’avverbio “forse” si mette in guardia il lettore sulla possibilità di diverse variabili rispetto a ciò che accadrà.
Il forse riguarda il futuro, sempre incerto per definizione.
Per ora siamo in piena pandemia e, anche se questa pandemia potrà essere contrastata con distanziamento, cure e vaccino, appare probabile che il Covid 19, come malattia, continui a farci compagnia per qualche anno. Quanti? Sono numeri difficili da valutare, numeri collegati a tante variabili e scenari: ecologici, sanitari, sociali, geopolitici, istituzionali. Pochi? Tanti? Chissà! Forse
Dunque dopo questo tuo libro, caro Valerio, sto diventando una strenua paladina del forse. Non solo perché il tuo libro invita con rara e mirata intelligenza a riflettere sulla pandemia. Ma anche perché sono traviata dalla frase che tu citi a pilastro del tuo dire: ‘Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano. Perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine, ma va verso l’infinito’. Frase attribuibile a Giacomo Leopardi. FORSE
Proprio Valerio Calzolaio, in un articolo pubblicato l’11 maggio 2020 su Il Bo Live (il magazine con cui l’università di Padova informa, dialoga, comunica, usando linguaggi diversi, nei tempi brevi delle breaking news o in quelli più rilassati degli articoli) ci suggeriva prudenza. Sebbene infatti questa espressione sia stata attribuita al poeta di Recanati, non se ne trova traccia nei suoi testi. O, almeno, come dice Valerio, che è nato e vive a un tiro di schioppo da Recanati, “io non l’ho trovata”. Allora forse sarebbe un’invenzione o un’intuizione di Giacomo Leopardi. O forse no…
Ciò nondimeno in questo preciso caso la parola (o, più correttamente, se ci vogliamo rifare alla grammatica, l’avverbio dubitativo) forse, è appaiata a quattro importanti elementi del convivere civile: cultura, curiosità, ironia e gentilezza.
Tornando per un attimo all’argomento tanto caro a Calzolaio, le migrazioni, con la fitta rete di esseri che in continuo movimento sulla terra rappresentano la vita: virus, batteri, funghi, piante, animali. Con continui trasferimenti nel tempo e nello spazio. Compresi tra loro gli animali del genere Homo sapiens, che poi sarebbero gli uomini… Ci sarebbe la vita, senza queste continue migrazioni? Forse.
Valerio Calzolaio crea, propone, gioca con le idee, gira la pozione magica nel pentolone sotto il quale arde la fiamma del dubbio. Senza mai proporre affermazioni inconfutabili, declina accorti teoremi di dubbi, lasciando sempre un qualche spiraglio al forse
E nel suo stuzzicante percorso Valerio Calzolaio ci presenta, in veste di emblematico rappresentante, il suo conterraneo Giacomo Leopardi e i suoi coltissimi rapporti con la scienza. Aggiunge e narra di Antonio Gramsci, sempre lucido e brillantemente creativo nelle sue lettere, nonostante la lunga e dura prigionia imposta Mussolini. Non dimentica l’apertura umana e mentale di papa Francesco e della sua originale pastorale basata sulla sostenibilità, sociale ed ecologica.
Insomma questo libro, composto da articoli e saggi diversi, ci regala una visione generale completa, strutturale, convincente. E riesce persino a prenderci alla sprovvista con Sully, il geniale film del 2016 del regista Clint Eastwood, ex grande interprete dei migliori ‘spaghetti western’. In Sully, il pilota d’aereo Chelsey Sully Sullenberger, impersonato da Tom Hanks, il 15 gennaio 2009, ignorando tutti gli schemi e sfidando il protocollo, fece ammarare nell’Hudson il suo aereo con i motori bloccati da uno stormo di uccelli in volo e salvò la vita a centocinquantacinque persone.
Dunque questo libro ci aiuta a rivedere schemi prefissati. Ci aiuta a capire quando e come possa diventare necessario. Forse

Valerio Calzolaio, Recanati 1956, vive a Macerata. Ha due figli. Professore a contratto di Diritto costituzionale all’università di Macerata (1990-1992), impegnato politicamente (Ds poi Sel) è stato deputato e sottosegretario all’ambiente (1996-2001).
Da tempo pubblica recensioni, in particolare gialli e noir.
Nell’ultimo decennio ha pubblicato saggi di storia politica sul Novecento e di divulgazione scientifica sulle migrazioni: “Ecoprofughi” (Nda Press, 2010); con Carlo Latini “Da Moro a Berlinguer”; “Il Pdup dal 1978 al 1984” (Ediesse, 2014); con Telmo Pievani “Libertà di migrare” (Einaudi, 2016); “Migrazioni. La rivoluzione dei global compact” (Doppiavoce, 2019); “La specie meticcia. Introduzione multidisciplinare a una teoria scientifica del migrare” (People, 2019).

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