La caduta dei campioni – A cura di “l’Ultimo Uomo”

A cura di “l’Ultimo Uomo”
La caduta dei campioni. Storie di sport tra la gloria e l’abisso
Einaudi Torino, 2020
Sport
Recensione di Valerio Calzolaio

Il pianeta Terra. Da quando c’è selezione sportiva. “l’Ultimo Uomo” è un sito di sport e una rivista online, nati nell’estate del 2013, che raccolgono storie di sportivi, concentrate però sulle sfumature e sulle zone d’ombra. È stata fondata da Timothy Small e Daniele Manusia, direttore Daniele Manusia (Roma, 1981), redazione (discutibilmente tutta maschile) con Emanuele Atturo, Dario Saltari, Marco D’Ottavi, Federico Aquè, Dario Vismara, Lorenzo Bottini. Trovate gli articoli sotto pochi richiami: il tema, l’autore del testo, la durata di lettura, il titolo (generalmente con l’uomo o la donna in questione) e il sottotitolo di lato a una grande bella foto a colori. Il sito è stato acquistato da Sky nell’ottobre del 2018 e ora appare in alto a destra anche il relativo logo. Gli autori prendono spunto da una specifica notizia dell’ultima ora e poi investigano sulle vite dei singoli protagonisti, più o meno campioni, accanto ai contesti sociali che li celebrano e coccolano, e talvolta ostacolano fraintendono abbattono, più o meno. I temi principali sono cinque: calcio, NBA, sport (gli altri), dizionario tattico ed expected goals (potenziale offensivo). Poche enfasi e retorica, molte informazioni e scandagli. Il successo è stato crescente, anche prima dell’arrivo su Sky: vari argomenti e pezzi sono divenuti quasi di culto fra tifosi non viscerali e addetti ai lavori (rispetto ai siti di soli risultati, spesso combinati a scommesse); scrittori e collaboratori sono spesso motivati, competenti, giovani e curiosi; i testi risultano corposi e ben fatti, attenti sul piano dell’approfondimento tecnico-culturale e dello stile letterario; le riflessioni vengono frequentemente riprese da altri organi di informazione; ormai circa 150.000 seguono la pagina Facebook, soprattutto appassionati di calcio, ma non solo.

Il grande enigmatico cestista Andrea Bargnani (Roma, 1985) forse è stato un dolente campione indolente. Alto 213 centimetri per circa 115 chilogrammi di peso, fin da giovanissimo era apparso un eccelso atleta, mobile e preciso, chiesto presto fra le stelle americane. Già nel 2006 era divenuto il primo europeo a essere scelto con la chiamata numero uno al Draft Nba, destinato ai Toronto Raptors. Dopo qualche fisiologico passaggio a vuoto aveva ottenuto il secondo posto nel premio per il miglior esordiente della Lega. Tra il secondo e terzo anno, problemi fisici e caratteriali, incomprensioni e sfortune avviarono un calo dal quale non è più riuscito a riprendersi bene, come “peggior nemico di sé stesso”, ossessionato dallo sport, pur fra alti e bassi, giocando comunque dieci stagioni e segnando 7971 punti, 73 volte nella nazionale italiana, guadagni per oltre 70 milioni di dollari. Chi vuole capire deve scavare sull’ambivalenza della personalità di ciascun sapiens, anche di campioni storicamente determinati, approfondire, rispettare verificare comparare le stesse cadute (da cui il titolo). “Andrea Bargnani contro il basket” è l’utile saggio del redattore di basket D’Ottavi che chiude la prima raccolta di dieci interessanti racconti sportivi curata in autorevole dimensione cartacea dalla rivista “l’Ultimo Uomo”, un volume firmato significativamente in modo collettivo. Si parla di alcuni campioni che forse hanno sprecato parte del loro sensibile talento, delle ossessioni comuni e del fragile competere, di qualche aspettativa persa e dei parziali fallimenti. Prima ci sono: il tragico sorriso brasiliano del fantasista Imperatore Adriano Leite Ribeiro (Manusia), la Vetta, l’Abisso, la Gloria e la rabbia di Marco Pantani (Matteo Nucci), i misteriosi attacchi d’ansia dell’attaccante spagnolo Bojan Krkić Pérez (Emiliano Battazzi), il nuoto sofferto della lituana Rūta Meilutytė (Giuseppe Pastore), l’esempio forse da non seguire dell’istrionico fantasista inglese George Best (Saltari, che narra in prima persona), le scelte più o meno folli del tennista russo Marat Safin (Atturo), la commendevole storia del calciatore Antonio Cassano (Tommaso Giagni), l’altalenante commedia dell’inglese centrocampista clown (ora naufrago all’Isola dei Famosi) Paul Gazza Gascoigne (Fabrizio Gabrielli), il talento arrogante e il genio sregolato del centrocampista Domenico Morfeo (Aquè). Sono protagonisti dell’ultimo mezzo secolo, prima di tutti nacque Best (Belfast, 1946), da ultimo Meilutytė (Kaunas, 1997). In fondo al volume una accurata bibliografia e sitografia (riferita anche ad alcuni video) distinta per ciascuno dei dieci personaggi.

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