E verrà un altro inverno – Massimo Carlotto

Massimo Carlotto
E verrà un altro inverno
Rizzoli Milano, 2021
Noir
Recensione di Valerio Calzolaio

Una valle veneta. Estate e autunno 2019. Roberto Robi e Michele Michi Vardanega sono due cugini coetanei uniti da una complicità speciale, poco sveglio e prestante il primo, subalterno, furbo e opportunista il secondo, già sposato, legati affettivamente a due sorelle, Sabrina e Alessia Cappelli. In paese hanno un lavoro precario, ora sono disoccupati e accettano un po’ di soldi per minacciare il ricco colto raffinato 50enne Bruno Manera, da dilettanti: cinquecento euro per squarciare le gomme della bella Volvo, mille per bruciare l’auto nel giardino della villa, tremila infine per pestarlo ben bene. Sgraffignano una Fiat Punto (l’unico modello che sono capaci di scassinare) e si procurano una pistola (dall’unico pregiudicato della zona, Fausto Righetti, detto il Riga). Manera viene dalla città, là si era affermato e arricchito come imprenditore immobiliare; un anno prima, ormai rimasto vedovo da tempo, si era risposato con la bella 35enne locale Federica Pesenti, appartenente a una delle note famiglie maggiorenti del paesino, pur colpita negli ultimi anni da qualche avversità economica. Si sono trasferiti insieme, ma Bruno non si è ben inserito, la moglie non lo ama più e vuole separarsi, l’imponente comandante della stazione dei carabinieri Piscopo lo considera un eccentrico intruso portatore di guai e intrallazzi. Quando i cugini affrontano Bruno e, dopo essersi infilati i passamontagna, gli menano, Michi punta l’arma e gli intima di andarsene dalla valle, ma l’uomo ha una crisi isterica e urla. Robi prende la pistola e spara, un colpo fracassa la clavicola, l’altro si pianta sul ginocchio. La riabilitazione è complessa e travagliata, Bruno parla solo con un’attempata guardia giurata della banca, Manlio Giavazzi, che lo avvisa circa l’amante della moglie, il 36enne consulente finanziario Stefano Clerici, e gli consiglia di tenere un diario e facilitare che Federica lo legga, giusto per forzare un chiarimento. Il fatto è che Manlio si sente perseguitato e ha una storia terribile alle spalle, il figlio bulimico si è ucciso ingozzandosi di marron glacé, la moglie se ne è andata. Niente di buono all’orizzonte, tante regie, morti e assassini non saranno pochi.

Il grande scrittore Massimo Carlotto (Padova, 1956) invecchia bene come i distillati di qualità. Con il nuovo ottimo lineare romanzo si concede umori inediti nello sfondo criminale del noir e ci fa gustare un’inconsueta ambientazione strapaesana, strabordando i confini del genere per descrivere l’acida morbosità e la pervasiva illegalità diffuse nelle piccole comunità. Narra in terza varia al passato, i pensieri e i comportamenti dei vari personaggi, tutti legati da segreti inconfessabili e dalla complicità residenziale. Inutile dare un nome alla collocazione geografica, possiamo riconoscere una dinamica sociale a tre ore d’auto da Cortina, un posto vale l’altro, ogni specificità va considerata aggiornabile, così come ogni novità risulta dimenticabile. Quel che conta è l’ambito collettivo ristretto che distingue solo maggiorenti e non maggiorenti, fisicamente contigui seppur comunque separati; oppure i forestieri. Ci sono pettegolezzi, voci, chiacchiere, omertà, diffamazioni, gelosie, invidie, rivalità, sotterfugi, equivoci, riti, convenzioni, intrighi, sfruttamenti, ricatti, stratificazioni sociali, quanto è proprio di un paesino dove nessuno sembra interessato a perseguire la responsabilità personale di un crimine e sembrano sempre valere i due principi riassunti da Giavazzi: tutte le faccende si risolvono tra paesani, inevitabilmente dopo estate e autunno verrà un altro inverno (da cui il titolo). Un plot e uno stile implacabili, come nella miglior tradizione dell’autore. Non ci possono essere rimorsi coerenti, né remissione di peccati, ogni personaggio è fedele a sé stesso. Le vite e le morti scorrono immutabili (nella sostanza) là per la valle, anche quando dalla città arrivano poliziotti e giornalisti metropolitani, visto che l’ultimo delitto che lì era stato commesso risaliva ad almeno una ventina di anni prima. Informazione e intrattenimento sono garantiti da Bellavalle Tv e Radio Serenella. Alcol vario, saggiamente la coppia di imprenditori sloveni segue l’ultima tendenza del dopocena: rum accompagnato con cioccolato extra fondente. Canzoni immarcescibili: da Joni Mitchell a Adamo, da Vasco Rossi ai Cugini di campagna.

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