L’imitatore – Nadine Matheson

Nadine Matheson
L’imitatore
Rizzoli, 2021
Traduzione di Luisa Piussi e Isabella Zani
Recensione di Patrizia Debicke

Per l’ispettrice Anjelica Henley, della squadra Crimini Seriali, è il primo vero caso da seguire dopo tanto tempo. Un’indagine difficile, coinvolgente e pericolosa, ma adatta a lei che ormai è un’esperta in materia. Ha rischiato la sua vita e quella della sua bambina, che non sapeva ancora di portare in grembo, per far catturare e condannare a sette ergastoli Peter Olivier, dopo che lui l’aveva pugnalata e ferita gravemente. Olivier, il feroce e diabolico omicida seriale che uccideva e poi smembrava le sue vittime, spargendole sadicamente a pezzi in luoghi diversi. La risoluzione di quel caso aveva cambiato la sua esistenza. Sì, aveva ricevuto encomi e un’ambitissima promozione a ispettrice, ma benché sia tornata in servizio, si sia ripresa nel fisico e tenti di vivere una normale vita di famiglia con la bambina e il marito, non è ancora riuscita a superare completamente il trauma. Il marito vorrebbe che lei cambiasse lavoro o, almeno, che si limitasse a restare dietro una scrivania, ma lei nicchia. Ama molto il ruolo attivo nella polizia e fa parte di uno speciale nucleo, creato dal Sovrintendente capo dell’investigativa Rhimes per risolvere delitti commessi da serial killer, che si occupa anche di furti, stupri e sequestri persona. Insomma un nucleo che opera sul filo del rasoio su casi giudicati troppo complicati dalle altre ventisei squadre operative di Londra. Ma Rhimes è morto sei mesi prima, il comando è passato al Sovrintendente Stephen Pellacia, il nucleo, che sopravvive arrabattandosi, ha cominciato a perdere pezzi e tutti i componenti della squadra sono ancora sistemati provvisoriamente al quarto piano della vecchia stazione di polizia di Grenwich. Non una vera sede, ma un alloggio di fortuna in un vecchio edificio destinato alla demolizione per far posto a un condominio di lusso.
Un lavoro duro, che forse sta rubando un pezzo della vita di Anjelica, ma da cui non riesce a staccarsi.
E quando una telefonata la informa che c’è stato un omicidio, una fotocopia, per modalità di esecuzione, di quelli commessi da Peter Olivier, Anjelica sa di essere costretta a riprendere il servizio attivo. Anche se questo la costringerà a fare da istruttore a Salim Ramouter, appena trasferito dalla polizia di West Yorkshire e nuovo tirocinante che immagina assolutamente privo di ogni esperienza utile.
I pezzi smembrati di un cadavere, ma presto si scoprirà che appartengono a due, sono stati rinvenuti durante la bassa marea a Grenwich, sparsi qua e là sulla riva, resa melmosa dal Tamigi, da un uomo che portava in giro il cane, da una studentessa di archeologia e da un operaio. Per Anjelica si tratta una zona che conosce bene e che le consente un immediata e rapida ispezione. Successivamente, esami, ricerche e approfondite indagini permetteranno di risalire all’identità delle due vittime: Daniel Kennedy, un giovanotto bianco con qualche precedente penale e in libertà vigilata, e una giovane di colore che lavorava come infermiera all’ospedale di Lewisham. Un primo giro sulla scena del crimine e i segni lasciati sui cadaveri a mo’ di firma (una croce a due braccia sormontata da una mezzaluna) farebbero immaginare il ritorno di Peter Olivier, il mostruoso omicida seriale, ma questi sta scontando ben sette ergastoli, relegato in un carcere di massima sicurezza, e a farlo mettere dietro le sbarre è stata proprio Anjelica Henley.
Non si tratta di lui quindi, ma di un suo imitatore.
Rivolgersi a Olivier potrebbe rivelarsi la strada più rapida per individuare l’emulo. Sebbene giudichi l’ipotesi molto improbabile, l’ispettrice Henley si costringerà a recarsi in prigione, incontrare l’omicida seriale e fargli qualche domanda. Interrogatorio a vuoto che non scalfirà la convinzione, sua e dei colleghi della squadra (ben calibrato l’accrescersi del reciproco rapporto di stima e appoggio con l’allievo), di un qualche contorto legame tra Oliver e il suo imitatore. Potrebbe esserci qualcosa in comune tra i bersagli scelti da quest’ultimo?
Con il passare delle settimane ci saranno altri delitti, le vittime sempre smembrate e abbandonate sadicamente per strada e marchiate allo stesso modo, con la stessa barbara firma. Ormai la gente vive nella paura. I superiori della squadra Vittime Seriali fanno pressioni ogni giorno e tutti i media imperversano cercando lo scoop…
La squadra è impegnata allo spasimo tanto che, per tenere dietro alle indagini, non riescono quasi più a mangiare e dormire. Il farne parte porterà Anjelica Henley ai ferri corti con il marito che la minaccia di divorzio quando il killer metterà sotto attacco lei e la sua famiglia.
Un finale aperto per questa prima corposa indagine dell’ispettrice Anjelica Henley e che ci lascia prevedere un seguito.

Nadine Matheson è nata e cresciuta a Londra, dove lavora come avvocato penalista. L’imitatore, suo romanzo d’esordio, è il primo libro di una serie che ha come protagonista l’ispettrice Anjelica Henley.

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