Una Sirena a Settembre – Maurizio de Giovanni

Maurizio de Giovanni
Una Sirena a Settembre
Einaudi Torino, 2021
Romanzo contemporaneo
Recensione di Valerio Calzolaio

Napoli. Aprile (forse) 2021. La vecchia Signora sta alla fine di un vicolo senz’uscita, in cima ai Quartieri Spagnoli, e racconta allo scrittore magiche storie che in apparenza non si sfiorano nemmeno, tante donne e uomini e vecchi e ragazzi che non si conoscono o che non sanno di conoscersi, alla fine si scopre che sono dettagli dello stesso quadro, che appartengono alla stessa recita. Intanto spezza ziti in tre pezzi, sbuccia prima melanzane poi patate, spacca pomodori a metà; e le vicende capitano, intorno a una Sirena e ad altre, questa volta. L’irrequieto coraggioso fratello Marco e la splendida canterina sorella Ester (ammaliante come una sirena) s’arrabattano in un buco d’appartamento, rimasti poveri e soli, lei sulla sedia a rotelle. Gelsomina Mina Settembre, assistente sociale al Consultorio Quartieri Spagnoli Ovest, sogna l’agognato bel ginecologo Domenico Mimmo Gammardella insieme a Susy Sirena Rastelli, la nuova compagna dell’ex marito (l’arrembante diligente sostituto procuratore Claudio Coccolino De Carolis), ottima famosa conduttrice del programma “Canto della Sirena” su TeleSirena, poi l’invadente mamma Concetta la sveglia e lei s’arrabbia. L’emittente televisiva è la più seguita della regione e sta predisponendo per la prossima puntata uno storico scoop mozzafiato: un video col bimbo Geppino che si contende un pezzo di pane con un cane in un lercio cortile dei Quartieri Spagnoli, il colmo del degrado, l’orrore della povertà, il ritratto dello squallore, il fallimento dei servizi sociali pubblici, un incanto. Il quartiere si ribella, nessuno va più al Consultorio, Mina s’incazza e coinvolge Mimmo, innamorato. Intanto, il 25enne ingegnere informatico Giorgio lavoricchia suo malgrado nelle investigazioni private, assiste a uno scippo e riesce casualmente a fotografare la moto con i due ragazzi ladri a bordo (uno col tatuaggio di sirena), che travolgono un’anziana, facendola finire all’ospedale in pessime condizioni e in coma. I fili s’incroceranno presto.

Il grande scrittore napoletano Maurizio de Giovanni (1958) prosegue con successo la nuova serie sulla prorompente protagonista apparsa già (per Sellerio) in due racconti di raccolte di qualche anno fa e in precedenti due recenti romanzi. il personaggio piace, nel 2020 sono stati girati fra l’altro i dodici episodi della serie televisiva con Serena Rossi e le tracce narrative viste sul piccolo schermo già sopravanzano la progressione letteraria, qui Mina e Mimmo ancora non si sono baciati. Siamo abbastanza fuori dal genere giallo o noir, l’intreccio riguarda scene di vita sociale metropolitana, dove non mancano crimini e misteri ovviamente, ma l’incidere è una commistione di dramma divertente e commedia profonda, nella migliore tradizione culturale italiana, a tratti caricaturale. La narrazione è sceneggiata in terza persona varia, meno questa volta sulla volitiva Settembre (con le pettegole amiche sodali) e sul suo ex marito De Carolis (con lo schiavizzato maresciallo). In corsivo, ogni tanto, i gradevoli intervalli dello scrittore dalla vecchia Signora, scuola di vita, entrambi intervengono in prima persona. La trama è ben congegnata, a tratti fiabesca; come al solito lo stile è efficace ed empatico. La sirena ricorre, un simbolo per tante cose sbagliato, una che non era un pesce ma un uccello, una che non illudeva ma era illusa, una che se ne voleva andare ma è rimasta. Mina, comunque, è sempre più attirata da Mimmo (cotto di lei da tempo), ora gli ricorda l’irresistibile Brad Pitt, in ogni situazione di contatto riferibile alle diverse interpretazioni di indimenticabili film; l’attrazione è crescente e reciproca, pur se ancora non si esplicita in gesti e parole. Forse però prima o poi andranno a prendersi una pizza insieme, dopo aver ben risolto altri casi complicati in bella sintonia. La Napoli primaverile vien fuori come sempre alla grande, nel male e nel bene. Mimmo dovrebbe ubriacarsi con il rosso Aglianico del Taburno, Susy e Claudio degustano Greco di Tufo e si chiariscono.

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