Léon – Carlo Lucarelli

Carlo Lucarelli
Léon
Einaudi Torino, 2021
Noir
Recensione di Valerio Calzolaio

Bologna (e dintorni). Da novembre a marzo (scorsi). I carabinieri trovano l’infermiera 21enne Marta Leosetti sotto il lavandino della cucina, incastrata tra il tubo di scarico e i detersivi. Le due camere sono vuote, in bagno nella vasca ci sono due cadaveri immersi nel sangue, i coinquilini Paolone e Lorenza. Siamo fra le casette a schiera ricavate dai padiglioni del vecchio manicomio di Imola, quando l’hanno dismesso; si tratta di una residenza psichiatrica giudiziaria e in quella villetta era stato detenuto per quasi dieci anni, stabile e sotto controllo, l’Iguana, il serial killer cieco Alessio Crotti, che ora è scomparso. Subito trasferiscono in un luogo segreto, a Monteombraro sull’Appennino, l’ispettrice capo Grazia Negro, che l’aveva fatto catturare oltre dieci anni prima e che da trentatré settimane aveva mollato polizia e mostri per mettersi in aspettativa e diventare mamma single da un donatore. A lei dopo un cesareo sono così appena nate due gemelle all’Ospedale Maggiore di Bologna, via tutte e, poco dopo, portano nel casolare isolato pure il 35enne Simone Martini, ex compagno non vedente (dalla nascita) di Grazia che a suo tempo l’aveva aiutata nell’indagine e che da più di un anno sta chiuso in casa quasi senza rispondere al telefono e incontrare nessuno, facendo però tanto allenamento di pesi ed esercizi fisici in una stanza arredata da palestra, eremita del fitness. Poi c’è qualcun Altro che assomiglia a Ray Cooper, gira in taxi e sembra coinvolto, però agli inquirenti non torna quasi niente in questa storia, molti sono destinati a pagarne un caro prezzo.

Il grande poliedrico scrittore, oltre che sceneggiatore e conduttore televisivo, Carlo Lucarelli (Parma, 1960) torna periodicamente sui suoi principali personaggi. Grazia Negro è già stata protagonista in Lupo mannaro (1994 e 2009), Almost Blue (1997, con Simone), Un giorno dopo l’altro (2000), Il sogno di volare (2013) e in altri racconti. Nel nuovo bel romanzo (2021) siamo in piena pandemia, il viaggio sembra emotivo e sensoriale, i volti del trucido male sono abbastanza coperti. La narrazione è asciutta e mista, con continui colpi di scena e cambi d’umore: in terza varia al presente e al passato, in prima varia sempre al presente. Grazia è il prisma attorno a cui tutti ruotano, proprio quando lei vorrebbe non far più la cacciatrice di persone pessime, ha scelto di isolarsi e, con la fecondazione artificiale, di fare la mamma e basta, godersi almeno le prime settimane delle figlie, non mollarle neanche un attimo, allattarle per quel che può, dedicarsi loro in via esclusiva e trovar il nome a entrambe visto che non ha fatto in tempo a decidere nemmeno quello. Una qualche musica si ascolta in tutti gli ambienti, con tutti i sensi allertati, pur se a scandire la vicenda è la canzone d’amore criminale (omonima del titolo) Léon della rock band dei Melancholia (2021), mentre chi uccide si intrattiene o estrania con i versi di Lost Umbrella (2020) e Amandoti (1990).

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