Roma calibro zero – Mauro Marcialis

Mauro Marcialis
Roma calibro zero
SEM, 2022
Recensione di Patrizia Debicke
Uscita 3 marzo

Dopo un periodo di silenzio, esce oggi in libreria Roma calibro zero di Mauro Marcialis, un duro, talvolta angosciante noir che indaga nel ventre molle dell’universo nascosto all’interno dei gladiatori del potere. Un romanzo dai toni che sfiorano la narrazione distopica per descrivere intenti, fatti e azioni di uomini arruolati per battersi al servizio e sotto la bandiera della legge, ma che di questa si avvalgono per rivendicare una loro idea di giustizia e in suo nome hanno creato una propria legione.
A Roma, una segnalazione anonima porta il commissario Gianni Giunti, detto “Gannico”, e l’assistente Flavio Fiore, moderni ed efficaci “pretoriani” romani, a irrompere in un edificio quasi in rovina del quartiere San Lorenzo. Pochi ostacoli: porte marce, divisori di cartone, materassi sfondati e cumuli di macerie prima di arrivare nel locale dove dormono pesantemente, privi di conoscenza, tre tossicodipendenti di colore. Nella stanza accanto, altro lurido ricettacolo di disordine, rottami e lerciume, sdraiato sopra una brandina giace il cadavere oltraggiato di una ragazza, apparentemente molto giovane. Abusata brutalmente, drogata fino a ucciderla e infine, peggio di una bestia al macello, addirittura stuprata dopo morta. Tutta la squadra “Full Roma”, indispensabile costola operativa della divisione anticrimine della questura, raggiunge i colleghi sulla scena del crimine. I loro successi e le pubbliche esibizioni dei trionfi, spesso in squallide operazioni, sono i pilastri su cui poggia la polizia di stato.
E anche stavolta, con gli opportuni “ritocchi” per sveltire procedure e incriminazioni, il caso sembrerebbe risolto in partenza. I tre drogati verranno arrestati, messi sotto torchio e accusati.
I documenti e le poche cose trovate nella borsa rosa della ragazzina morta dicono che si chiamava Lorena Giachetti e aveva appena quindici anni. Manca però il cellulare, che forse avrebbe potuto dare qualche indicazione in più. Ben presto sarà evidente che molte, troppe cose non tornano. Intanto le poco tracce sul pavimento della stanza evidenziano che la Giachetti è morta altrove e poi scaricata, già cadavere, nell’edificio in cui la polizia l’ha ritrovata.
Qualcuno ha voluto che fosse ritrovata. Ma chi? E perché? Comunque la si guardi, la faccenda puzza. Non ci vorrà molto a scovare certi indizi che rimandano a personaggi insospettabili, ben nascosti e soprattutto riparati dal muro protettivo di perbenismo artificioso e da alte, magari altissime conoscenze che hanno interesse a mischiare le carte per sviare le indagini. Insomma, un robusto castello di coperture per nascondere che la ragazzina è morta mentre era in compagnia di qualcuno di quelli che contano davvero. Qualcuno che è strettamente legato alla Roma bene, quella che emerge per denaro o politica, con le spalle protette da una consorteria criminale senza scrupoli, così come, gratta gratta, verrà fuori che anche tra le forze dell’ordine c’è qualcuno che è stato costretto a sporcarsi le mani. Qualcuno che, oltraggiato a dismisura dalla crudeltà dell’ingiustizia sociale e legale, è stato costretto a subire un ricatto e, suo malgrado, coinvolgerà anche altri colleghi.
Uomini e poliziotti che, nel loro ruolo di forze dell’ordine, sono costretti ad agire sotto copertura in tutti gli angoli della città, coinvolti, imbrigliati e addirittura quasi presi in ostaggio da tragici accadimenti, da un caotico e incontrollabile susseguirsi di fatti, storie e realtà spesso imprevedibili.
Fatti, storie e realtà paragonabili ai segreti narrati da un’antica e quasi dimenticata bocca della verità.
Una storia di sporchi affari, ripetuti scontri tra polizia e gang, tradimenti vigliacchi e oscene vendette, omicidi ed estorsioni, in una Roma sempre più in espansione e visionaria, L’Urbe, la grande città metropolitana dove lo spaventoso e incontrollabile degrado delle borgate si contrappone alla grandiosa, lussuosa opulenza delle feste più esclusive.
Anche stavolta Mauro Marcialis non delude e offre ai lettori un romanzo intenso, profondo, dal ritmo serrato, dai risvolti profondamente umani, pur se a tratti straziante. Una buia caverna che, imprigionando i protagonisti in un futuro fatto di labile speranza, li condanna a vivere nel ricordo. Una moderna tragedia, una favola amara in cui l’erba verde di un prato potrebbe trasformarsi nell’unico possibile indizio di una futura speranza.

Mauro Marcialis è nato a Roma e vive a Reggio Emilia. Ha pubblicato i thriller La strada della violenza, Io & Davide e Dove tutto brucia con Piemme, quindi i romanzi storici Spartaco il gladiatore, Il sigillo dei Borgia e Il falco nero con Rizzoli.

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