Lo strano delitto delle sorelle Bedin – Chicca Maralfa

Chicca Maralfa
Lo strano delitto delle sorelle Bedin
Newton Compton, 2022
Recensione di Patrizia Debicke

Dopo il rutilante Il segreto di Mr Willer, perfida e mobilissima favola noir, Chicca Maralfa ci regala un ottimo giallo di taglio più tradizionale e con una puntina di nostalgia.
Protagonista del libro è il luogotenente dei Carabinieri, cinquant’anni e poco più, Gaetano Ravidà, tristemente separato, da un paio d’anni, dalla madre delle sue figlie, universitaria la prima e liceale la seconda. Uomo solo che deve confrontarsi con il recente passato. Forse la colpa della rottura è dovuta a un trauma infantile, alla paura di soffrire e quindi di non lasciarsi andare completamente con suoi cari. Ragion per cui la sua ex moglie, accusandolo a ragione di apatia sentimentale, l’ha sostituito con il suo migliore amico.
Dopo il divorzio, Gaetano Ravidà aveva lasciato Bari per trasferirsi a nord a cercare di ricostruirsi una vita e un ambiente. Ad accoglierlo, adottarlo, contribuire a fargli appioppare presto il nomignolo di Barese e dargli una mano per integrarsi ad Asiago, aveva trovato tutti i componenti della Stazione dei Carabinieri: il suo vice, il maresciallo Strozzabosco, il brigadiere Cesarotto, italo-austriaco, e il neghittoso piantone Duilio Campione.
Era arrivato nella tranquilla stazione di Asiago come Maresciallo capo, ma appena pochi mesi dopo era stato promosso luogotenente, forse anche per l’ottimo curriculum costruito in Puglia, dove aveva partecipato a grosse indagini e dato il suo contributo alla soluzione di svariati casi.
Il trasferimento ad Asiago, cittadina dell’altopiano vicentino teatro di sanguinose battaglie della Grande Guerra, gli aveva suscitato la curiosità di saperne di più di quella regione. Anche perché proprio da quelle parti era morto, venticinquenne, il nonno paterno suo omonimo, Gaetano Ravidà, mentre la giovane moglie era incinta del figlio, e il suo nome figurava ancora tra i dispersi della I Guerra Mondiale. E anche perché, vedi caso, una spedizione archeologica inglese ha scoperto da poco quello che sembra essere il sepolcro di un milite della Grande Guerra. Un mecenate poi sarebbe pronto a finanziare gli scavi e le successive ricerche…
Mentre sogna che le ossa che stanno per essere riesumate siano quelle del nonno, Gaetano Ravidà, con la connivenza dell’amico sostituto procuratore dottor Giuseppe Pazienza, trasferito anche lui poco lontano, a Vicenza, sta tentando a fatica di riaprire un caso di sette anni prima, mai risolto e archiviato da poco. In paese infatti grava ancora l’ombra di questo cold case locale: l’efferato omicidio, con un corpo contundente, delle sorelle Bedin. Sole, mai sposate, di settantadue e settantaquattro anni. Per mesi il principale sospettato nelle indagini era stato il vicino, tale Adelmo Zovi, con il quale le vittime avevano aspramente litigato per questioni di confini. Ma di recente qualcuno ha cominciato a tappezzare i muri di Asiago con enigmatiche poesia di Silvia Plath, qualcuno che sembra conoscere particolari inediti e forse vorrebbe sollecitare la riapertura delle indagini.
E poi ci sono i ripetuti e strani furti di Volvo. Basta così? Eh no!
Nel giorno della Grande Rogazione – la lunga e affollata processione di ringraziamento della tradizione popolare che ogni anno, il sabato prima dell’Ascensione, raduna gli abitanti dei comuni dell’Altopiano e i pellegrini venuti dalle valli per ben trentatré chilometri fra salita e discesa per gli aspri sentieri di montagna – un altro brutale delitto, scoperto da due fidanzati a Ospedaletti inglesi, scuoterà la pace dell’altopiano. L’esame autoptico sul corpo ritrovato a Ospedaletti inglesi – vecchio manufatto militare in prossimità del cimitero del Barenthal, legato alla prima guerra mondiale e così chiamato perché dono degli Alleati – verrà affidato alla medico legale Maria Antonietta Malerba, vecchia amica di Ravidà, appena trasferita anche lei al nord per seguire un nuovo amore.
Se al suo arrivo ad Asiago il Luogotenente barese aveva registrato calma piatta, tutto d’un botto soffiano forti venti di tempesta. Bisogna muoversi. C’è in ballo un’indagine decisamente complicata da risolvere. E per Ravidà anche, forse, la possibilità di scoprire una nuova dimensione.
Ambientato sull’altopiano di Asiago, aspro teatro dei sanguinosi scontri dove si percepiscono gli antichi echi della prima guerra mondiale, Lo strano delitto delle sorelle Bedin è stato dedicato dall’autrice al grande scrittore asiaghese Mario Rigoni Stern.

Chicca Maralfa è nata e vive a Bari. Giornalista professionista, è responsabile dell’ufficio stampa dell’Unioncamere Puglia e della Camera di Commercio di Bari. Ha collaborato stabilmente per anni con la «Gazzetta del Mezzogiorno», scrivendo di cultura e di attualità, e con i periodici specializzati «Ciao 2001» e «Music». Per Antenna Sud e Rete4 (nella trasmissione di Alessandro Cecchi Paone, Giorno per giorno) si è occupata di cronaca bianca e nera. Ha esordito nella narrativa nel 2018 con la commedia nera Festa al trullo, e nel 2021 ha pubblicato il suo primo giallo, Il segreto di Mr Willer, finalista a vari premi letterari.

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