Vivi nascosto – Fabio Massimi

Fabiano Massimi
Vivi nascosto
Mondadori, 2022
Recensione di Patrizia Debicke

Fabiano Massimi torna in libreria con il secondo episodio di “Il club Montecristo”, che vede come interpreti gli Ammutinati, la misteriosa ma fattiva organizzazione capillare di ex carcerati generosamente ospitata dal padrone del Bar Dantes nel segretissimo locale sotterraneo, sede del circolo più esclusivo della città: il club Montecristo (ogni riferimento ad Alexandre Dumas senior è assolutamente voluto). Una società di mutuo soccorso ma anche una associazione creata per non delinquere (mai più!).
Sopra di loro ci sono le sale aperte al sole e al pubblico del Bar Dantes, proprietà di Primo, oggi uno degli uomini più ricchi di Mutina, alla testa di un impero finanziario dai contorni indefiniti che dà impiego e speranza a centinaia di persone in ogni campo. Impero governato dal Bar Dantes, locale alla moda che sotto il pugno di ferro dei norvegesi Oleg e Olaf fa affari d’oro, offrendo ai numerosi avventori i più straordinari mega panini dalle città.
Con Vivi nascosto passiamo dall’inverno all’estate: sei mesi dopo la felice chiusura del caso Ferrante, nella più classica canicola agostana emiliana tornano i nostri ormai ben noti detective sui generis: Lans Jula, ex pittore eccezionale, con passato ribelle e un soggiorno in carcere per colpa dell’amore; Azzicca, ex detenuto ormai quasi avvocato; Zero Zero, sciupafemmine mancato nonché spia del nemico perché in programma di reinserimento sociale e Arno Maletti, ingegnere, ottimo reddito da lavoro, sposato con una bella universitaria danese con due figli piccoli, unico rappresentante del gruppo a non aver mai messo piede in prigione o subito una condanna, ma eletto membro onorario del Club sia come vecchio e fedele amico di Lans che per le eccezionali capacità di hacker (per lui i computer non hanno segreti). Gruppo eterogeneo ma straordinariamente ben dotato di solidi e utili agganci in tutti gli ambienti della città di Mutina, che è l’antico nome latino di Modena, dove Massimi porta i propri lettori a leggere anche stavolta di delitti, carcere e detenzione ohimè spesso ingiusta.
Mentre la notte umida e appiccicosa sta per cedere il passo all’ennesima, bollente giornata estiva della pianura, ad essere ritrovato, trafitto a morte con un palo di ferro nel garage di casa sua, è Bruno Muta, ex geniale enfant prodige della moda. Dopo una trionfale ascesa seguita da follie spenderecce e sfrenate che l’avevano portato alla bancarotta, era finito in galera, dove ha scontayo una condanna per falso in bilancio. Uscito da poco di prigione, viveva isolato, evitava la gente, addirittura pare rifiutasse di incontrare chiunque. Ma sulla scena del delitto non risultano segni di violazione a porte e finestre, segno che la vittima ha accolto l’assassino in casa. La polizia, impersonata anche stavolta dal commissario Cassini, detto Cazzini dagli amici del Montecristo, deduce subito che la vittima doveva conoscerlo. E i tanti elementi a conferma di quel dato saranno un problema perché, conoscendo l’accanimento di Cassini contro chiunque sia stato in galera, gli Ammutinati sono certi che avrebbe già pronto e in cima alla lista il sospettato ideale, individuabile in Ares Malerba, oggi innocuo settantenne, ex compagno di cella di Muta e fuori prigione in regime di semilibertà. Particolare molto grave che provocherà una riunione straordinaria e l’immediata entrata in azione del Club Montecristo, che addirittura si preparava ad accogliere Malerba tra le proprie fila. Il quale peraltro risulta scomparso nelle stesse ore del delitto, addirittura evaso perché non ha fatto ritorno in prigione. Una coincidenza, se tale, che calza a pennello per affibbiargli pari pari il delitto. Si sa come funziona con la legge: avere dei precedenti è sempre un guaio, a maggior ragione davanti a un omicidio.
Ma gli Ammutinati non ci stanno. La “società di mutuo soccorso per chi è stato dentro e non vuole tornarci mai più”, più il socio extra dalla fedina vergine, decidono di attivarsi per scagionare il loro compagno di sventure. Armati di computer, orecchie fine e passando parola dappertutto in città, mettono in moto una contro-indagine segreta al di fuori della legge, assegnata anche stavolta alla coppia di amici entrambi abbastanza incasinati nella vita privata ma che ha già brillantemente risolto il caso Ferrante: Arno Maletti e Lans Iula. Indagine segreta per la quale, oltre agli altri preziosi membri del Club Montecristo, riceveranno aiuto e supporto anche dalla bella e decisa ispettrice Lana, fan della letteratura, collaboratrice di Cassini di cui tuttavia non condivide i pregiudizi nei confronti degli ex carcerati. Avendo agganci in tutti gli ambienti della città di Mutina, gli Ammutinati e Arno riescono a individuare un’altra probabile pista e a radunare una serie di indizi che puntano a una diversa e complicata ma perseguibile teoria investigativa. Teoria che potrebbe dimostrarsi fuorviante e invece, grazie anche all’esperto informatico, finisce con dimostrarsi risolutiva. Tanto risolutiva da portare a una teoria passionale ma malata al punto da sfiorare l’assurdo di una contorta follia distruttiva che non vuole accettare e accettarsi.
Ancora una volta Fabiano Massimi, senza prendersi troppo sul serio ma facendo riflettere su aspetti e risvolti della nostra società meno che scontati, conquista piacevolmente i lettori con un godurioso mix di intelligente ironia e sketch personali e familiari. Alla prossima?

Fabiano Massimi è nato a Modena nel 1977. Laureato in Filosofia tra Bologna e Manchester, bibliotecario alla Biblioteca Delfini di Modena, da anni lavora come consulente per alcune tra le maggiori case editrici italiane. Tra le sue pubblicazioni: L’angelo di Monaco (Longanesi, 2020) e I demoni di Berlino (Longanesi, 2021).

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