Una piccola questione di cuore – Alessandro Robecchi

Alessandro Robecchi
Una piccola questione di cuore
Sellerio Palermo, 2022
Noir
Recensione di Valerio Calzolaio

Milano. Giugno 2022. Da Oscar Falcone e Agatina Cirrielli alla Sistemi Integrati (agenzia investigativa non ufficiale) arriva il 22enne Stefano Dessì, con i nervi a pezzi. Chiamano anche il mitico Carlo Monterossi (che ha sempre bisogno di veder vivere le vite degli altri) e il ragazzino spiega che dovrebbero ritrovargli la 39enne Ana Petrescu, la sua donna di origine rumena, italiana da sempre (nel 2000, da giovanissima, si era sposata e aveva ottenuto il passaporto, per poi divorziare quasi subito). Si tratta di una piccola questione di cuore: si amano ma lei è dovuta scomparire (dal 4 giugno, pochi giorni prima), probabilmente per chiudere l’esistenza di prima e per paura di qualcosa che poteva ostacolare i propositi di vita definitivamente in comune. La foto mostra una donna alta e splendida, capelli neri e occhi intelligenti. Lui vive da solo, è ricco e autonomo, studia e si diverte; il padre Michele è un potente avvocato e lavora perlopiù a Roma, lo mantiene alla grande; la madre ex modella è lontana, nessun problema economico. I tre amici sodali cominciano a indagare, ognuno a suo modo. C’è da evitare che se ne occupi la polizia e, del resto, nel frattempo, in Questura sono tutti affaccendati, fra gli altri Carella (a parte il quasi amore con una maestra) dietro a una storia di grande spaccio, Ghezzi (a parte il prossimo matrimonio del fido subalterno Sannucci) in soccorso di una moglie malmenata che non vuol fare denuncia. Ana la conoscono bene in tanti come Anna Carioti (cognome da sposata), padrona assente di tanti esercizi autonomi (negozio di unghie, istituto di bellezza, centro massaggi) intestati a una ultraottantenne. Su di lei si raccontano storie oscure di trucchi fantasiosi e affari, forse criminali. Comunque la rintracciano e vengono coinvolti in una vicenda dalla quale non sarà facile uscire innamorati e vivi.

Il giornalista (spesso argutamente radicale e satirico), autore televisivo (con Crozza dal 2007) e affermato scrittore Alessandro Robecchi (Milano, 1960) continua l’ottima serie metropolitana d’alta qualità, inventando ogni volta notevoli romanzi con differenti impasti culturali storici sociali, densi e appassionanti, emotivamente tesi e ben stesi, ormai sempre più ritmati con matura sapienza. Siamo alla nona avventura della divertente raffinata epopea monterossiana (2014-2022), giunta qualche mese fa anche in televisione (protagonista il bravo attore Fabrizio Bentivoglio): ogni romanzo costituisce una storia a sé stante, con accenti specifici sui vari personaggi, autonomi obiettivo letterario e ingegno artistico. La narrazione è in terza varia, allegramente tragicamente “noir”. Anche se l’ironico Monterossi e il ruvido Carella si odiano, le faccende dell’amore, dei piccoli amori e dei veri cuori (nel titolo) s’insinuano in tutti gli anfratti: una coppia adulta nel garage, forse pure e cieche nelle canzoni (non solo di Dylan), in frasi e gesti di un marito episodicamente (?) violento o della Rosa moglie di Ghezzi o dei futuri sposi, nei programmi televisivi della Grande Fabbrica della Merda (la Tivù Commerciale), incredibilmente fra Ana e Stefano. Insomma Carlo continua a rifletterci sopra, a valutarne tutti i tipi, pure quello svogliato, il tran-tran, l’amore non detto di chi si ama da decenni e non vuole nemmeno più pensarci, oppure certe passioni così intense da sembrare una malattia. E Bianca (non è amore fra loro, vero?) a luglio compirà 37 anni, l’orologio biologico ticchetta. Così, tutte le indagini a un certo punto s’incrociano, investigatori privati e pubblici devono collaborare per trovare un gioiello antico e ridurre il numero dei criminali attivi o almeno delle morti drammatiche. Un bianco siciliano può rimetterti al mondo, a fine serata il solito whisky per tutti. Qualche volta è Bianca a scegliere la musica, quella sera il Köln Concert di Keith Jarrett.

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