Le gialle di Valerio/31: Meyer

Cobra MeyerDeon Meyer
Cobra. Ogni proiettile ha una storia da raccontare
Traduzione di Nello Giugliano
Edizioni e/o, 2015
Giallo Noir

Cape Town. Giugno 2013. Il bianco robusto capitano 45enne Bennie Nikita Benna Griessel, brizzolato e rugoso, capelli folti e ribelli, occhi slavi e luminosi, divorziato bassista dilettante, da qualche mese è perfettamente integrato con gli Hawks (squadra investigativa speciale) e da qualche settimana (con i due figli lontani) vive bene dalla manager musicale bionda e sensuale Alexa Xandra Barnard (più grande, sobria da 150 giorni), ma ricomincia a mentire, l’alcolismo è quasi passato (sobrio da 422 giorni), piuttosto non regge il sesso quotidiano! Appare reticente col suo capo e col suo sponsor fra gli Alcolisti Anonimi, poi è travolto dal nuovo delicato complicato caso. Freddate due guardie del corpo e un cameriere, hanno rapito il cittadino inglese che si nascondeva (senza identità e motivi) in un resort vitivinicolo di un tedesco a Franschhoek, trovano bossoli con inciso un serpente, è un caso internazionale, emergono affari del terrorismo e delle banche, segreti e complotti, killer e spie. E ci va di mezzo anche il 21enne borseggiatore nero che ruba con scaltrezza per pagare l’università di sua sorella a Stellenbosch, ha preso un portafoglio pericoloso.

Deon Meyer, sudafricano (di Paarl) 57enne ex consulente BMW, consegna un altro meraviglioso romanzo, in terza sui due protagonisti, il poliziotto e il ragazzo. Scrive in afrikaans (2013), viene tradotto in inglese (2014) e (dall’inglese) in italiano. Il suo “eroe” era stato tutore dell’ordine anche col vecchio regime, ci fa capire molto degli afrikaans plurali, la formula letteraria (già in McBain) lo fa invecchiare più lentamente come individuo rispetto ai contesti storici sociali. I personaggi sono tutti ben caratterizzati in un impasto ironico e divertito, per quanto duro. Meyer non si limita a un genere (thriller), padroneggia più generi e tutti i registri emotivi, ottimo! Narra in modo magistrale l’”ideale” contesto noir del Sudafrica post-apartheid, nero, bianco, meticcio: il guazzabuglio di polizie, corpi, affari, religioni, pronunce, musiche, cibi, sessi, lingue (con glossario finale, sono 11 quelle ufficiali). Sempre con attenzione alla grande criminalità organizzata globale, ai matematici illeciti del capitalismo finanziario e della corruzione istituzionale. Non c’è tempo per ristoranti e cucine: pasti insapori. Molta musica, Neil Diamond. Copertina bella ma estranea.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

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