Come ti costruisco un romanzo poliziesco (2) – Le lunghine di Fabio Lotti

Così, come mi frulla per la testa. Spunti di lettura, scrittori, sensazioni, emozioni, satirette per sorridere insieme…

Dopo i primi spunti qui ecco qualche altro consiglio per il futuro scrittore di romanzi polizieschi.
Intanto potete partire da una stanza ermeticamente chiusa da tutte le parti dove infilare un morto ammazzato e dare vita al classico delitto della camera chiusa. Però nella stanza o camera chiusa che dir si voglia, non ci deve passare nemmeno uno spiffero d’aria perché se ci passa uno spiffero d’aria siete spacciati. Il lettore saprà già come andrà a finire. Chiunque sia addetto a risolvere il mistero lo risolverà in quattro e quattr’otto. L’assassino, per lui/lei, è passato senza ombra di dubbio nella stanza o camera chiusa attraverso quello spiffero d’aria portando a termine il suo terribile misfatto. Troppo facile. Stanza o camera chiusa meglio se fa parte di una casa, di una casona bella grande, di una villa, insomma, chiusa anche questa dalla neve in modo che non possa arrivare proprio nessuno da fuori e l’assassino si trovi tra le mura domestiche. Il tutto a creare un clima claustrofobico che assilli il lettore facendogli allargare la bocca per tirare su un po’ d’aria e respirare meglio. E se il lettore allarga la bocca, tira su un po’ d’aria e respira meglio il gioco è fatto e il romanzo poliziesco, basato sulla stanza o camera e la casona chiusa, sarà un successone. In questo caso come assassino ci potete infilare tranquillamente il maggiordomo, così da completare un classico nel classico che il maggiordomo ci va a pennello nelle storie con le stanze o camere e le case chiuse (ma non in quel senso!). Tenetelo a mente.
Un altro elemento da sfruttare e che va tanto di moda è l’occulto, la magia, la stregoneria, la cartomanzia e altre parole che finiscano in “ia” tali da innescare sin dall’inizio un brividino per tutto il corpo del solito lettore che già potrebbe essere passato attraverso la lettura della citata stanza o camera e casona chiusa in modo da beccarsi, qui, il colpo di grazia. In senso positivo, s’intende, che il citato lettore del giallone classicone e del goticone gode come una bestia dentro questo tipo di storie. Quindi scaraventateci dentro streghe, maghi, occulto, fantasmi e tutte le diavolerie che vi vengono in mente incorniciati in un ambiente dove la pioggia che scroscia, il vento che ulula, il tuono che tuona e la cornacchia che gracchia formano il concerto necessario per accrescere tensione e mandare in brodo di giuggiole quello di prima. Da infilarci pure una serie di riti satanici con le orge sataniche, più l’inseguimento nella notte del pazzo assassino dalla faccia disumana brandente un coltello e la fuga disperata (mamma!) dell’inseguito e siamo a posto.
Se volete creare una storia in sintonia coi tempi infilateci internet, altro elemento essenziale del moderno romanzo poliziesco. Fate incontrare la vittima con l’assassino via internet in qualche modo che oggi è la maniera migliore, sempre nel suddetto moderno romanzo poliziesco, rispetto all’incontro per strada o al bar ormai un’anticaglia medievale da far venire gli sbadigli.
Non deve mancare, a mio avviso, anche la ripresa di una scena registrata da una telecamera. Scena che viene vista e rivista dall’allocco di turno che non ci raccatta un fico secco, poi arriva l’intelligentone, la guarda, la riguarda al rallentatore fino a quando “Fermo!”, dice all’allocco di turno, “Ritorna un po’ indietro… piano, piano…” ed ecco il gioco è fatto perché, ritornando indietro (mai avanti!), si capisce subito quale sia l’assassino. E l’allocco di turno è ancora lì che ci rimugina sopra.
Altra idea da sfruttare, magari in futuro, quella del “doppio”. Ovvero create un personaggio, magari un po’ strambo, che se ne sta tranquillo in casa e lo fate assalire all’improvviso da un intruso da lui ucciso dopo una lotta tremenda da buttare all’aria tutta la stanza e che, guarda caso, risulta uguale spiccicato al vostro strambo personaggio. Il quale strambo personaggio prenderà il suo posto nella vita… Beh, se poi la storia dovesse risultare un tantinello simile a quella di un altro giallo famoso, pazienza. Ce ne sono tanti in giro esperti in copiature. Uno più, uno meno…

Dunque, per concludere, possiamo costruire un bel romanzo poliziesco attraverso:
1) Una stanza o camera chiusa da tutte le parti senza spifferi di sorta.
2) Una casa grande o villa chiusa dalla neve dove ci sia la suddetta stanza o camera chiusa.
3) L’assassino il maggiordomo che si va sul sicuro.
4) Oppure l’occulto con riti satanici.
5) Internet.
6) Una scena registrata vista per prima dall’allocco di turno e poi dall’intelligentone.
7) Un “doppio” da infilare dove vi pare.
Ed il gioco è fatto.

P.S.
Dimenticavo le citazioni! In modo particolare quelle, ormai rituali, di Sherlock e Watson che se non ci sono al lettore viene un colpo e stramazza sulla poltrona. Poi infilateci citazioni di ogni genere, soprattutto di opere e scrittori famosi, che il solito lettore, stravaccato sulla poltrona, ma anche disteso sul divano, capisce che sono proprio per lui, per la sua raffinata cultura e si sente come librare nel cielo.

P.S. del P.S. Se volete scrivere un libro, potete affidarvi ai consigli di Fabio oppure fare un salto in libreria dove troverete, fresco di stampa, L’arte di costruire un romanzo di Elizabeth George (Longanesi, 2020). 

3 thoughts on “Come ti costruisco un romanzo poliziesco (2) – Le lunghine di Fabio Lotti

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