La Debicke e… L’estate di Piera

Piera Degli Esposti e Giampaolo Simi
L’estate di Piera
Rizzoli, 2020

Con atmosfere e particolari che richiamano il grande Hitchcock di Paura in palcoscenico, del famosissimo La finestra sul cortile e del Sipario strappato, L’estate di Piera è una commedia nera dolceamara scritta dal duo Piera Degli Esposti e Giampaolo Simi, che racconta con intelligente ironia un complesso intrico di menzogne, istinti, reazioni e verità tanto tipico della razza umana.
Una storia in cui, fin dall’inizio, si sa esattamente cosa è successo e perché: è la versione più classica di quella che gli anglosassoni definiscono inverted-story, e cioè un crime in cui l’identità dell’omicida è subito dichiarata. Il successivo sviluppo pian piano arriverà a sondare la sua personalità, la sua psicologia, la capacità di arrangiarsi e le motivazioni morali del suo vissuto. Di come una leggerezza, un nonnulla, l’abbia trasformato prima in artefice e poi in vittima delle sue azioni. La storia poi racconterà il lato di chi ha scelto di indagare e vuole risolvere il mistero e incriminare il colpevole.
Infatti la protagonista della storia, contraltare dell’assassino, è Piera Drago, grande attrice e osannata icona del teatro italiano. Piera Drago è una donna forte, sicura e allergica alle convenzioni. Non ama la casta, i potenti, e sa bene quanto spesso il palcoscenico sia simile alle realtà. Infatti durante la recitazione si rappresenta la commedia umana: si ama, si odia, si tradisce e si arriva persino a uccidere. Tutto fa spettacolo… Poi ci si rialza e si va a salutare e ringraziare il pubblico, tanto era solo una finzione.
La grande attrice ha un preciso scopo: sfidare Shakespeare e mettere in scena la prima rappresentazione al femminile del Riccardo III in un teatro abbandonato e occupato da giovani. Opera mitica che i due scrittori trasformeranno quasi in un ossessivo tormentone che riuscirà a coinvolgere e plagiare anche Alex Riccomanno, l’assassino.

Un percorso narrativo a due in una Roma bollente, soffocata nella speranza di una pioggia rigeneratrice, che parte dal Sushi Bar, un locale di Piazza Navona. Alex, quarantenne assistente sottopagato di un senatore, viene abbordato da Chiara. Bella bruna disinibita, bevono insieme, si fanno una striscia di neve. Per Alex, da solo a Roma ma da anni fidanzato con Elisabetta, che ogni settimana lo raggiunge dal paesino in Toscana, è un’occasione da prendere al volo. La ragazza Chiara, è molto disponibile, lo precede per le scale del bed&breakfast dove lei alloggia e nessuno li vede entrare. Chiusa la porta della camera, con la droga che lo fa sentire un leone, Alex sbrocca. Va forte, troppo forte, esagera e alla fine Chiara cade a terra. La scuote ma niente da fare… è morta. E ora? Alex è nei guai, deve fare qualcosa. Si agita freneticamente, comincia a cancellare ogni traccia. Per fortuna il cellulare della ragazza è spento. Bisogna distruggerlo e far sparire il corpo.
È notte fonda ormai, ma l’afa non fa respirare l’attrice Piera Drago. Il pensiero del suo progetto teatrale, interpretare il Riccardo III, la spinge a cercare frescura affacciandosi alla finestra del suo bell’appartamento al quarto piano che guarda sul cortile del vecchio Palazzo del Governo. Negli ultimi vent’anni Piera ha assistito con dispiacere al progressivo sfacelo del cortile, abbandonato alle erbacce, con il porticato trasformato in un laido rifugio clandestino, fino a quando steccati e blocchi di cemento ne hanno certificato la chiusura e poi l’abbandono. Con la luna piena, un uniforme chiarore le consente di distinguere un’ombra che trascina qualcosa, poi alza la grata del pozzo, solleva un grosso sacco nero e infine, dopo averlo faticosamente lasciato cadere, si dilegua… Quella fortuita visione la convince di aver assistito a qualcosa di terribile. Un delitto? Probabile, anzi Piera ne è talmente sicura da farsi accompagnare da Dolores, sua scettica ma solerte collaboratrice, alla polizia e sporgere denuncia. All’inizio, ad affiancarla nella macchinosa indagine destinata a trasformarsi in un duello psicologico con l’assassino, ci sarà solo l’ispettore Grossmeier, poliziotto di Bolzano arrivato da poco nella Capitale, che per di più parla male l’italiano. Grossmeier, che mal si confronta con l’indolenza e la mancanza di puntualità romana, diventerà l’insostituibile spalla dell’attrice. Ma sarà solo grazie a lei che, andando a spulciare tra il viavai dei clienti del B&B al primo piano del palazzo, potrà finalmente indirizzare le indagini nella giusta direzione e risolvere il mistero della morta buttata nel pozzo.

Una trama originalissima, avvolgente e affascinante in cui la seduzione del male, la politica e i sogni si trasformano nella scivolosa e pericolosa china che porterà Alex Riccomanno al suo epilogo. Uomo ossessionato dalle lusinghe del potere, pieno di contraddizioni umane, continuerà a rivivere il dramma dentro di sé. Si sente un personaggio unico, artefice e conduttore dei giochi, in un tetro noir che ha sullo sfondo un Riccardo III di Shakespeare al femminile, che diventerà per lui una vera e propria ossessione. E che trascinerà anche lui, inesorabilmente, in fondo al pozzo, come la sua vittima.

Piera Degli Esposti è la più importante attrice italiana. Ha lavorato con Antonio Calenda, Giancarlo Cobelli e Ida Bassignano nel teatro, i fratelli Taviani, Pier Paolo Pasolini, Lina Wertmüller e Giuseppe Tornatore nel cinema, Riccardo Milani e Giacomo Campiotti in tv. Più volte in cinquina, vince il David di Donatello per L’ora di religione di Marco Bellocchio e Il divo di Paolo Sorrentino. Nel 1980 ha collaborato con Dacia Maraini al libro Storia di Piera, ispirato ai fatti della sua infanzia, da cui nel 1983 è stato tratto il film omonimo diretto da Marco Ferreri.
Giampaolo Simi è scrittore e sceneggiatore. I suoi libri hanno ricevuto vari premi e sono stati tradotti in Francia (nella «Série noire» di Gallimard e presso Sonatine) e in Germania (Bertelsmann). Ha pubblicato tra l’altro Cosa resta di noi (Premio Scerbanenco 2015), La ragazza sbagliata (2017) e I giorni del giudizio (2019).

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