I guardiani del faro – Emma Stonex

Emma Stonex
I guardiani del faro
Mondadori, 2021
Traduzione di Marco Rossari
Recensione di Patrizia Debicke

Cornovaglia, Inghilterra, vigilia di Capodanno del 1972. Oggi il mare è dalla loro parte: per la barca di Jory è arrivato il momento di spingersi fino allo Scoglio della Fanciulla, il faro posto a 15 miglia nautiche a sud-ovest di Land’s End, a dare il cambio al primo assistente e padre di famiglia Bill Walker, dopo un turno di servizio durato due mesi. Dopo giorni e giorni di mare in burrasca, la barca a cui la Trident, la società che gestisce il faro, ha affidato i rifornimenti e la manutenzione approda allo Scoglio della Fanciulla, la Regina dei fari: una torre vittoriana di ben 23 metri posta su un isolotto di difficilissimo attracco, con le onde che battono sempre con furia. Ma né il primo guardiano Arthur Black, né il primo assistente William “Bill” Walker e neppure il secondo assistente Vincent Bourne si affacciano a salutare il loro arrivo o rispondono ai richiami. Cos’è successo? A guardar bene c’era stata la stranezza della mancanza di contatti radio recenti, ma il faro la notte prima aveva funzionato regolarmente, fornendo luce ai naviganti della zona. Ora però sembra addirittura abbandonato. L’impenetrabile portone di ferro che protegge il faro dalla furia dei marosi è sbarrato e solo quando i soccorritori riusciranno, con grande fatica, a forzarlo e a entrare si renderanno conto che era chiuso dall’interno e che i cappotti di tela cerata dei guardiani sono ancora appesi in fondo alle scale. Quando poi si saranno arrampicati per gli otto piani di scale della torre, potranno constatare che gli orologi sono fermi a segnare le otto e tre quarti ma gli uomini del faro, Black, Walker e Bourne, sembrano scomparsi nel nulla. Dalla successiva accurata ispezione salterà fuori che in cucina la tavola è apparecchiata per due, nella camera-dormitorio i letti sono rifatti, gli effetti personali di ciascuno sono ancora al loro posto e nel soggiorno, dominato dalla televisione, tutto è apparentemente in ordine.
Certo è che la torre è vuota.
Sul diario del primo guardiano si parla di una tempesta che si stava addensando intorno al faro, eppure inspiegabilmente il tempo era rimasto sereno. Cos’è realmente successo ai tre uomini? Un mistero irrisolvibile, senza colpevoli e senza spiegazioni.
Vent’anni dopo, un celebre scrittore di romanzi d’avventura decide di andare a fondo su quel vecchio enigma e chiede di potere incontrare e intervistare le tre donne legate affettivamente agli scomparsi.
Helen e Jenny, moglie rispettivamente di Black e Walker, e Michelle, che era la fidanzata di Bourne, sono andate avanti anche se le domande su quella tragedia non hanno mai trovato risposta. Helen, orgogliosa e pragmatica, è rimasta sola: l’unico figlio della coppia, Tommy, era morto annegato a cinque anni e quella morte aveva già messo a dura prova il suo matrimonio. Lei ha cambiato città e torna in zona solo di rado, in taxi, malinconicamente. Jenny, una casalinga nervosa e depressa, pur continuando a bere, difetto che il marito Bill Walker le rinfacciava, bene o male ha cresciuto tre figli e ora si occupa dei nipoti. Michelle, la fidanzata del giovane Bourne, per sfuggire alle malelingue e agli immancabili pettegolezzi si è finalmente fatta una famiglia con un brav’uomo e ha due figlie.
Il comune dramma vissuto dalle tre donne, invece che unirle, ha finito con allontanarle. E forse è stato meglio così.
Ma questo scrittore, che ora vuole mettersi in contatto con loro, le forzerebbe a tornare a quel passato. Lui vorrebbe  addirittura scrivere un libro su quel mistero irrisolto, dando a ciascuna la possibilità di fornire la propria versione.
Helen, seppur sconvolta, sarà la prima ad accettare e pian piano riuscirà a convincere le altre.
Ma solo affrontando le paure più oscure di tutti i protagonisti della vicenda la verità può iniziare a emergere. Attraverso i racconti delle tre donne e la ricostruzione delle ultime settimane degli uomini al faro, i segreti a lungo custoditi cominciano a venire a galla. Ognuna di loro difende la reputazione del proprio uomo e ha le sue buone ragioni per tacere certi particolari. E tuttavia, intrecciando le storie degli ultimi giorni passati dagli uomini su quella roccia con i resoconti delle loro vite domestiche, alcune verità cambieranno volto, trasformandosi in bugie, mentre lo scrittore ricostruisce cosa sia realmente successo.

L’autrice, Emma Stonex, non è un’esordiente: ha scritto altri nove libri sotto tre diversi pseudonimi, ma I guardiani del faro è il primo romanzo firmato con il suo vero nome. Un romanzo intrigante che si apre con il classico mistero della stanza chiusa, con la stranezza che la stanza chiusa stavolta è un faro, e le vittime, se vittime sono, mancano dalla scena. In un loro mondo invisibile che potremmo anche definire soprannaturale, un mondo alimentato dalla repressione e dalle bugie e che all’improvviso si trasforma in minaccioso e tangibile, più pericoloso di una pistola nel cassetto.
Cos’è successo a quei tre uomini, fuori sulla torre? Il mare agitato sussurra ancora i loro nomi. La marea cambia sotto i flutti, annegando i fantasmi. I loro segreti potranno mai essere recuperati dalle onde?
Ispirato da eventi reali, I guardiani del faro è un romanzo avvincente e ricco di suspense, una storia indimenticabile di isolamento e di ossessione, di realtà e illusione, di amore e dolore, che esplora il modo in cui le paure offuscano il confine tra il reale e l’immaginario.

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