A tutto Sherlock! (4)

Rubrica a cura di Fabio Lotti

Per chi ama il grande detective da non perdere Sherlock Holmes. Tutti i romanzi e tutti i racconti, che riunisce in un volume di grande pregio e con una veste grafica raffinata i quattro romanzi e i cinquantasei racconti che compongono il corpus delle opere scritte da Sir Arthur Conan Doyle.
All’interno, il libro è impreziosito da alcune immagini tratte dalla rivista Strand Magazine su cui in origine vennero pubblicati i racconti di Sherlock Holmes.

Affiancato a questo volume, sugli scaffali delle librerie, un altro libro di culto per gli appassionati, per quanto attraverso una metodologia borderline che non fa stretto affidamento al Canone di Conan Doyle ma cerca anzi di andare oltre e trovare nuovi spunti d’interesse attorno a un personaggio di cui è già stato scritto (e si scrive) di tutto.
Si tratta di Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes in cui, sotto la cura del grande antologista Otto Penzler, alcuni fra i più grandi scrittori di genere hanno cercato di focalizzare questo personaggio sotto la lente d’ingrandimento della loro vena artistica e creativa. Autori come Neil Gaiman, Stephen King, Anne Perry, Anthony Burgess e molti altri, che in modo originale e del tutto inaspettato hanno ricostruito i loro mondi apocrifi della Londra vittoriana tanto cara agli appassionati di Sherlock Holmes. Naturalmente con la potenza narrativa di scrittori che hanno lasciato libero sfogo alla loro passione per questo protagonista assoluto della storia del giallo.

Il mandala di Sherlock Holmes di Jamyang Norbu.
Un mistero orientale per Sherlock Holmes: nell’enigmatico disegno di un mandala, si cela incastonato il segreto di un regno leggendario. Scomparso nei gorghi di una cascata svizzera insieme al suo arcinemico, il professor Moriarty, il celebre detective di Baker Street è stato dato per morto dal mondo intero. Ma allora cosa ci fa su un piroscafo nel mezzo del Mar Arabico? Sotto la falsa identità del norvegese Sigerson, il defunto Holmes trascorre gli anni del Grande Iato in giro per il mondo. Al posto di Watson, a seguirlo in questa avventura estotica, la spia indiana Huree Chunder Mokerje, personaggio del grande classico Kim di Rudyard Kipling. Appena messo piede a terra nel porto di Bombay, tuttavia, Sherlock sfugge ancora una volta alle grinfie della morte. Il tentato omicidio ai suoi danni è solo il primo di una serie di sfortunati eventi che lo attendono nel viaggio che lo porterà dall’India al misterioso Tibet. Ed è proprio alla presenza del Dalai Lama, nella grandiosa città di Lhasa, che il mistico mandala rivelerà i suoi segreti.

Sherlock Holmes e le ombre di Shadwell di James Lovegrove
Che cosa sarebbe successo se H.P. Lovecraft e Sir Arthur Conan Doyle si fossero messi a scrivere a quattro mani?
Ce lo mostra con maestria James Lovegrove, che in questo apocrifo sherlockiano fa affrontare a un chirurgo militare rientrato dall’Afghanistan e a un consulente investigativo di Scotland Yard dotato di un impareggiabile talento deduttivo una minaccia ben più grave di qualsiasi atto criminale.
Tutto ha inizio con la scoperta, la mattina del 3 novembre 1880, nel quartiere di Shadwell, di un cadavere scheletrico, con il volto pietrificato in un’espressione di puro terrore. Questo macabro ritrovamento è solo uno di una serie di fatti inquietanti, che si verificano tutti a intervalli regolari nelle notti di luna nuova, insieme all’avvistamento di ombre inquietanti, capaci di turbare la sanità mentale di chiunque le avvicini…

Sherlock Holmes. Il mistero della figlia di Einstein di Tim Symonds.
I messaggi anonimi arrivati al dipartimento di Fisica dell’Università di Berna contengono queste parole misteriose, oltre a nominare un giovane candidato alla docenza che attualmente lavora come impiegato all’ufficio brevetti. Un certo… Albert Einstein.
Il rettore vuole vederci chiaro, temendo per la reputazione dell’istituto che si accinge ad assumere il giovane. E dopo aver ricevuto una laurea honoris causa in chimica, Sherlock Holmes accetta lo strano incarico. Pensare che lui e Watson si trovavano in Svizzera solo per un servizio fotografico nella famigerata cascata del Reichenbach, dietro richiesta del direttore dello Strand Magazine!
Così, il duo investigativo cambia piani e parte per la Serbia, patria natia della moglie di Einstein, per scavare nel passato del giovane. Il dottor Watson non è molto convinto dell’incarico, all’apparenza noioso. Ma l’indagine rivelerà presto inattese tinte cupe…
Dello stesso autore sono apparsi: Sherlock Holmes. Il caso del codice bulgaro (Il Giallo Mondadori Sherlock n. 5), Sherlock Holmes. Il caso della spada di Osman, Il Giallo Mondadori Sherlock n. 40 e Sherlock Holmes. Il sigillo dei nove draghi (n. 49).
All’interno, per la rubrica Sotto la lente di Sherlock Holmes, Luigi Pachì ci parla di “Il mistero di Lieserl” e il racconto “Sherlock Holmes e l’assassino dagli occhi di vetro” di Lucio Nocentini.

Sherlock Holmes. L’uomo che morì due volte di Luca Sartori
Un nuovo cliente suona al campanello del 221B di Baker Street. A Sherlock Holmes basta un’occhiata per capire che Arthur James Bunbury è un reduce dell’Afghanistan, proprio come il dottor Watson, e subito l’incontro si fra i due si trasforma in un viaggio nei ricordi.
Dopo la guerra Bunbury, come molti altri, si è ritrovato a vivere con una pensione misera, così si è messo a lavorare dapprima come assistente chirurgo, per poi rilevare uno studio medico fuori città e dedicarsi alla cura dell’asma bronchiale, guadagnandosi così l’ammissione nella Medical Society of London, dove svolge la funzione di segretario delle riunioni settimanali.
Ma qualcuno ha iniziato a infiltrarsi di nascoso nell’edificio nelle ore di chiusura… e a disegnare dei ridicoli baffi sul ritratto dei fondatori della società medica, oltre a capovolgere le poltrone della sala riunioni!
La cosa ancora più strana è che il misterioso intruso non sembra rubare nulla, e non compie nessuna effrazione per entrare e uscire dall’edificio, nonostante esistano solo due copie delle chiavi, entrambe custodite con la massima attenzione da Bunbury e dal guardiano. Come fa l’intruso a entrare, e per quale motivo?
Incuriosito, Holmes decide di indagare, ma gli inspiegabili atti di vandalismo si riveleranno presto essere solo la punta di un iceberg dagli sviluppi inquietanti, che porteranno a brutali omicidi, complotti diabolici e a risvegliare persino i fantasmi del passato del più grande investigatore del mondo.
E all’interno, per la rubrica Sotto la lente di Sherlock Holmes, Luigi Pachì ci parla di “Sovrapposizione tra il grande gioco storico e quello degli apocrifi Sherlockiani”.

Sherlock Holmes. Il mercante del terrore di Richard T. Ryan
Finalmente un degno avversario, un ladro inafferrabile capace di dare del filo da torcere al più celebre investigatore del mondo, Sherlock Holmes. La vicenda ha inizio con il furto di un raro pugnale tempestato di pietre preziose. L’artefatto sottratto è uno jambiya, un coltello yemenita a doppio taglio di enorme valore, sia economico sia simbolico.
Quando Lord William Thornton, il derubato, si presenta al 211B di Baker street in cerca dell’aiuto di Holmes, il caso appare banale e ordinario: l’ispettore Lestrade si è limitato ad arrestare un innocuo valletto, mentre è chiaro che il vero ladro deve ancora venire fuori. Il furto infatti era stato pianificato con un’incredibile dovizia di particolari, e fa parte di una serie di colpi perfetti che includono fra le vittime anche il Louvre e il British Museum, e che hanno lasciato dietro di sé una scia di sangue.
Chi si cela dietro a questi furti impossibili, e quali motivo spingono il ladro inafferrabile a rubare artefatti tanto particolari? E soprattutto, come riuscirà Sherlock a catturare un simile genio del crimine?

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